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Varese | 21 Aprile 2021

Giornata della Terra, “Clima impazzito. Una minaccia per l’agricoltura”

La Coldiretti provinciale riflette, dati alla mano, sui cambiamenti climatici e sulle relative conseguenze: "Incognita pesante per il settore"

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Un inverno difficile, dove le gelate tardive hanno messo in difficoltà i frutticoltori, mentre per mesi una lunga fase siccitosa ha assetato le campagne prealpine ritardando le semine. Senza contare gli sfasamenti dell’anno 2020, con un’agricoltura già provata dalla pandemia e costretta a far fronte a grandinate, bombe d’acqua e smottamenti che hanno colpito a più riprese il Varesotto, provocando anche l’esondazione dei torrenti che percorrono le valli e scendono in direzione del lago Maggiore.

E’ il quadro, preoccupante, che contraddistingue il “presente” di un territorio fragile: la provincia di Varese, infatti, vede un’alta percentuale di Comuni a rischio idrogeologico elevato e, nel contempo, soffre in modo marcato il fenomeno della cementificazione, che nei decenni ha sottratto un’ampia disponibilità di terreno agricolo.

Va da sé che l’agricoltura è il primo settore a pagare le conseguenze di tale scenario, sferzato da un clima impazzito. E’ quanto sottolinea Coldiretti Varese alla vigilia della Giornata della Terra (che ricorre il 22 aprile) e in occasione dell’accordo tra Parlamento europeo e gli Stati membri dell’UE sull’ obiettivo di ridurre le emissioni di anidride carbonica “almeno” del 55% entro il 2030.

Un accordo sui cambiamenti climatici raggiunto in un 2021 che si classifica fino ad ora al nono posto tra i più caldi mai registrati nel pianeta, con la temperatura sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,76 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo. La situazione è preoccupante anche nel resto d’Europa dove la colonnina di mercurio nel trimestre è stata superiore di ben 1,46 gradi rispetto alla media storica mentre in Italia la temperatura è stata più alta di 0,73 gradi ed entra nella top ten dal 1800, secondo l’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr relativi ai primi tre mesi dell’anno.

Ma nel 2021 – continua la Coldiretti – si è verificato lungo la Penisola fino ad ora anche un evento estremo al giorno tra siccità, bombe d’acqua, violente grandinate e gelo secondo la banca dati dell’European Severe Weather Database (ESWD). Continua dunque anche quest’anno – sottolinea la Coldiretti – la tendenza all’ innalzamento della colonnina di mercurio ormai strutturale in Italia dove la classifica degli anni più caldi negli ultimi due secoli si concentra nell’ultimo periodo e comprende nell’ordine – precisa la Coldiretti provinciale – il 2018, il 2020, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2003.

Il cambiamento climatico si è manifestato peraltro con una evidente tendenza alla tropicalizzazione che ha colpito anche il territorio lariano, manifestandosi con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi.

Il ripetersi di eventi estremi sono costati all’agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

“I cambiamenti climatici sono “un’incognita pesante” con cui l’intero comparto agricolo provinciale dovrà fare sempre più i conti nel presente e nel futuro – ribadisce in conclusione il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori – è necessaria un’adeguata salvaguardia del sistema agricolo montano, puntando decisamente sugli interventi di prevenzione e tutela di un’agricoltura che, qui, assume anche il ruolo strategico di presidio attivo del territorio”.

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