La Provincia di Varese e l’Autorità di bacino lacuale partecipano ad un bando indetto da Regione Lombardia per la tutela della qualità delle acque, al fine di ottenere fondi da investire sul Verbano.
La tutela delle acque, priorità per la richiesta di finanziamento, è associata ad un altro obiettivo prioritario: la tutela e miglioramento della biodiversità. La richiesta dei due enti, come si apprende dalle pagine de La Prealpina, si inserisce in un più ampio piano diviso in tre progetti, due dei quali sono dedicati alla cura delle acque del lago di Varese.
La terza richiesta impatta invece sullo stato di salute del lago Maggiore, su cui investire mediante il ricorso ad un nuovo mezzo, un “battello spazzino” in grado di rimuovere detriti. La spesa per l’acquisto del natante è stimata in quasi 500 mila euro, somma che sarebbe interamente a carico di Regione Lombardia, grazie alla possibilità di effettuare una domanda di contributo a fondo perso tramite il bando “promozione di interventi di tutela e risanamento delle acque lacustri”.
Il ricorso a questo speciale mezzo ha in realtà un precedente, come ricorda il quotidiano locale, che si è concluso con il mancato raggiungimento degli effetti programmati e con una vicenda finita peraltro in tribunale.
“La prima travagliata storia del primo battello spazzino della Provincia si è chiusa alla fine del 2020 – scrive La Prealpina – con il proscioglimento degli ex amministratori di Prealpi Servizi accusati di aver fatto pagare alla partecipata il risarcimento per danno erariale alla Provincia stabilito proprio per quell’esperimento naufragato più di dieci anni fa. Danno che – questa l’accusa poi smontata dal giudice – avrebbe dovuto essere invece pagato solo dall’ingegnere responsabile del progetto della barca che non funzionò mai come previsto“.
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