La linea della prudenza invocata nei giorni scorsi dal governo ticinese ha prevalso sul quadro delle possibili riaperture oltre confine. Niente allentamenti allo stato attuale, e la situazione resterà invariata almeno per un altro mese.
Lo ha annunciato nel pomeriggio di ieri il Consiglio federale svizzero, a seguito dell’interlocuzione con i rappresentanti dei cantoni e dopo aver constatato, tramite le tabelle del monitoraggio sull’andamento della pandemia, che tre dei quattro parametri considerati prioritari per riaprire in sicurezza, continuano a mostrare dati poco confortanti.
La panoramica generale l’ha fornita il capo del Dipartimento dell’Interno Alain Berset, durante un incontro con la stampa: l’incidenza del Covid su quattordici giorni è superiore ai duecento casi ogni 100 mila abitanti; il tasso di positività supera la soglia del 5% e quello di riproduzione è ancora sopra l’1 (1,14). Sotto la soglia di allarme resta al momento soltanto un fattore: l’occupazione dei posti letto nei reparti di terapia intensiva.
Ristoranti e bar, luoghi della cultura e mondo dello sport – per quanto concerne il pubblico presente alle manifestazioni – restano ancora off limits, e lo saranno fino alla prossima rivalutazione prevista tra quattro settimane. Troppo elevato il rischio – ha spiegato Berset – di compromettere l’efficacia della campagna vaccinale, concedendo maggior spazio di interazione proprio ora, a fronte del documentato aumento dei contagi, costante dalla fine di febbraio.
L’unico nuovo spiraglio concesso in termini di socialità per l’imminente weekend di Pasqua, è relativo alla possibilità di riunire, in contesti privati, fino ad un massimo di dieci persone (il limite era fissato a cinque). Limite di quindici persone, invece, per i ritrovi all’aperto.
Le compensazioni economiche aumenteranno per i settori più colpiti, gli stessi che speravano in un po’ di ossigeno in vista delle festività pasquali. Non aver introdotto pesanti lockdown è un primo importante traguardo per il governo svizzero, che spera di raggiungerne un secondo, altrettanto decisivo, tra un mese. Cogliendo i frutti dei sacrifici che tutti i cittadini sono chiamati nuovamente a sostenere.
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