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Canton Ticino | 22 Febbraio 2021

Covid, il Ticino interviene sulle riaperture: “Anticipare i tempi per bar e ristoranti”

Valutazioni sugli allentamenti delle misure ogni tre settimane, anziché ogni mese: questa la principale richiesta fatta a Berna. "Serve anche una linea a lungo termine"

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La linea dettata da Berna sulla parziale ripresa delle attività oltre confine dal primo di marzo, soddisfa solo in parte il Governo ticinese che nell’ambito della consultazione con i Cantoni, avviata nei giorni scorsi, ha espresso una visione orientata verso l’accorciamento delle tempistiche.

Il lavoro sulla condivisione dei cittadini e di coloro che rappresentano i singoli settori economici maggiormente provati dalle chiusure è fondamentale. Ed è proprio da questa considerazione che è partita la richiesta di anticipare la prossima valutazione sulle riaperture al 22 marzo, tenendo più in generale gli intervalli temporali di analisi dell’andamento pandemico ad una cadenza di due o tre settimane, anziché ogni mese.

E a proposito della “seconda tappa“, quella che porterà il Consiglio federale a procedere con eventuali nuove riaperture o, viceversa, a retrocedere in caso di innalzamento dei contagi, le istituzioni ticinesi chiedono di considerare la riapertura di bar e ristoranti già dal 22 marzo, seguendo le precauzioni adottate lo scorso dicembre: accesso al pubblico nelle ore diurne, consumazioni solo da seduti, massimo quattro persone per tavolo, indossare la mascherina non appena ci si alza dal proprio posto.

Per il Consiglio di Stato è inoltre da valutare, sempre a partire dal 22 marzo, la riapertura di cinema e teatri, ancora fermi al pari degli esercizi che appartengono al settore della ristorazione, e dunque tra le strutture maggiormente penalizzate. Per chi si trova senza lavoro ormai da mesi, bisognerà cercare di essere più incisivi in tema di allentamenti, pur tenendo presente l’imprescindibile contesto epidemiologico. Questa, in sintesi, la linea presentata dal Consiglio di Stato a Berna, che solo la settimana scorsa aveva evidenziato la necessità di procedere in maniera uniforme, e dunque a livello di Confederazione, con le nuove misure.

Per questo gli elementi che stanno ora emergendo dal dialogo con i singoli Cantoni, se approvati, andranno poi a incidere sulla quotidianità di tutti i territori regionali. E tra i suggerimenti avanzati dal Ticino c’è una ulteriore priorità: ragionare sulle prospettive a lungo termine, al fine di ridurre il più possibile il grado di incertezza.

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