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Varese | 21 Febbraio 2021

“Dissensi & Discordanze di Mauro della Porta Raffo”, la prima “vera” Guerra Mondiale

Così Winston Churchill ebbe a definire la Guerra dei Sette Anni. Cosa sarebbe il mondo, oggi, se non avessero prevalso i francesi, è una notevole domanda

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(A cura di Mauro della Porta Raffo) Così Winston Churchill in ‘Storia dei popoli di lingua inglese’ ebbe a definire la Guerra dei Sette Anni (1756/1763) in ragione del fatto che fu combattuta ben al di là dei confini europei, nelle colonie che Francia e Gran Bretagna possedevano in America, Asia e Africa.

Per il vero, quanto al Nuovo Continente, anche prima del 1756, che resta però l’anno nel quale in quelle bande arrivò a guidare i Francesi il marchese Louis-Joseph de Montcalm uno dei cui primi successi fu in agosto la conquista del caposaldo inglese collocato sul lago Ontario alla foce del fiume che gli Irochesi chiamavano Oswego.

Vuole il caso – la gola – che ogni mattina, con lo yogurt alla vaniglia, io mangi proprio i biscotti che – italianizzato in Osvego – per derivazione, portano questo nome. È pertanto quella della Guerra dei Sette Anni per quanto riguarda l’America una storia che con le sue importantissime implicazioni mi torna assai di frequente alla mente.

Non che la sua conclusione infine favorevole agli Inglesi segni il momento definitivo quanto di certo quello più importante del contendere che ha portato praticamente l’intero Continente Nord Americano – Quebec per un verso e Messico per un altro esclusi – ad appartenere, con le importantissime conseguenze del caso, al Mondo Protestante a danno di quello Cattolico.

Occorreranno dipoi ad opera degli Stati Uniti – eredi quanto all’appartenenza religiosa e al conseguente ‘modo’ di vivere, all’atteggiarsi degli Inglesi – l’acquisto dalla Francia napoleonica nel 1803 della immensa Louisiana (che comprendeva territori pari a una decina di futuri Stati USA) e la Guerra Messicana conclusa nel 1848 per completare militarmente l’impresa che peraltro già nel 1763 si prospettava ineluttabile.

E cosa sarebbe il Continente, cosa sarebbe il Mondo, se colaggiù almeno avessero prevalso i Francesi è una notevole domanda. Assolutamente, ove si consideri che caratteristica precipua e dominante dell’Unione è certamente la sua religione con le conseguenti modalità sociali, esistenziali e con il predominio ideologico, politico e sociale dei White Anglo-Saxon, Protestant, oggi non da oggi declinante, anche, se non soprattutto, a causa dell’avanzata numericamente importante e in prospettiva stravolgente di immigrati Latinoamericani appunto Cattolici.

Con buonissima pace di quanti in Occidente considerano la religione un residuo culturale, qualcosa di vicino alla superstizione, dimenticandone le conseguenti influenze.

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