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Luino | 30 Gennaio 2021

Monsignor Comi di Luino, “Tante perplessità, il Comune chieda chiarimenti”

Un invito quello rivolto dal consigliere comunale Furio Artoni, per avere risposte sulla struttura sanitaria. A lui si aggiunge anche Alessandro Casali

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Oltre gli interventi iniziali, riguardanti il punto tamponi hotspot, e alcuni punti di carattere burocratico-amministrativo sull’attività degli uffici di Palazzo Serbelloni, nel consiglio comunale di giovedì sera è stata discussa anche la situazione della Fondazione Monsignor Comi di Luino durante questa seconda ondata di Covid-19.

Ad intervenire è stato il capogruppo e consigliere comunale di “Azione civica per Luino e Frazioni”, l’avvocato Furio Artoni che ha invitato l’amministrazione comunale di chiedere chiarimenti per la situazione sanitaria presso la casa di riposo “Monsignor Comi”.

Il Comune, quale membro del CdA della Fondazione Comi, ha titolo per chiedere informazioni su questa situazione – commenta Artoni -. Ho seguito alcuni articoli usciti a nome del vicepresidente del CdA (Alberto Frigerio, sul nostro giornale, ndr). Si stanno facendo operazioni di sanificazione, si sta procedendo a dare un’adeguata assistenza ai ricoverati, ma la mia interrogazione nasce dal fatto che ho avuto segnalazioni dai familiari degli ospiti“.

Hanno avuto parecchie difficoltà sia nel poter stare vicino ai propri congiunti nel momento della malattia o nei decessi, ma soprattutto anche la possibilità di sapere dove fossero finiti, senza essere informati – continua ancora Artoni -. La cosa che mi lascia perplesso, ed è questo il motivo dell’interrogazione, è che ai familiari dei ricoverati è stata data una scarsa possibilità di sentirli in questa fase. Alcuni hanno chiesto di poter mettere a disposizione, anche con loro soldi, del personale per sopperire a mancanze che si sono verificate”.

Non posso dare la colpa a nessuno, mi rendo conto vi sia in corso una pandemia – conclude Artoni -. Ma mi rivolgo al presidente, al vicepresidente e a tutti i membri il CdA: tenete presente che tutti i ricoverati hanno familiari e sarebbe necessario siano coinvolti nelle decisioni, che siano sentiti e che siano informati. Più che un’interrogazione il mio è un invito al Comune di Luino, a chiedere se è intenzione del Comi coinvolgere i familiari, se è loro intenzione assumere quelle adeguate misure di sicurezza che permettono di accedere e stare vicini ai loro parenti e, infine, sapere se ci possa essere il coinvolgimento di associazioni, anche private, laddove ci siano carenze di personale all’interno della struttura”.

A chiudere il dibattito è stato il consigliere Alessandro Casali (#luinesi), ribadendo il fatto che alcune famiglie, oltre che alla giunta e agli assessori, si rivolgono anche a loro. “Non possiamo attendere trenta giorni di attesa su questo tipo di problemi, il sindaco è il primo responsabile della salute cittadina. Il Comi, lo so, è una struttura privata, e il sindaco non ci deve dare le cifre esatte, ma dovrebbe almeno rassicurare tutta la nostra comunità”.

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