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Luino | 15 Dicembre 2020

Luino, “In atto una campagna di insulti verso chi ha vinto le elezioni: perché?”

Il segretario del Pd locale, Giorgio Ferri: “Mi lascia interdetto il silenzio di persone della destra e che stimo. 5 anni fa nessuna espressione di odio verso il cdx”

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Riceviamo e pubblichiamo una lettera che il segretario del circolo del Partito Democratico di Luino, Giorgio Ferri, ha voluto inviare alla nostra redazione.

La missiva riguarda quella che lui stesso definisce come una “campagna di insulti via Facebook destinati a chi ha vinto le elezioni amministrative” (ovvero nei confronti del sindaco della città lacustre, Enrico Bianchi) ritenendo che sia giunto il momento di “chiudere queste fontanelle che stillano solo vomito”.

Di seguito il testo integrale della lettera.

Caro Direttore,

come sai, io non sono uno da tastiera compulsiva che assilla i giornali con segnalazioni e lamentele, se decido di scrivere una “lettera al Direttore” è perché ritengo che sia grave quello che sta accadendo e che sia necessario parlarne.

Si tratta della campagna di insulti via Facebook destinati a chi ha vinto le elezioni amministrative e orchestrata da chi quelle elezioni le ha perse. Non dico che in campagna elettorale i toni pesanti siano accettabili, ma ormai molti sono abituati (non io) a colpi bassi o a menzogne. Cosa non si fa per un voto in più.

Ma qui è diverso: la campagna elettorale è finita, la nuova Amministrazione si è insediata e si sta impegnando al massimo per fare quanto è possibile per tutti i cittadini. Perché allora gli insulti volgari e riferimenti a zecche da sterminare col Ddt? Qualcuno spera così di ribaltare il risultato alle prossime elezioni? Ricordo che cinque anni fa, quando la lista sostenuta dal Pd perse, il segretario di allora, con grande dignità, diede le dimissioni. Non ricordo espressioni di odio indirizzate al centro destra vincitore.

Quello che mi lascia interdetto è il silenzio di persone che io stimo e che militano nei tre partiti di destra. In molti casi alla stima si aggiunge anche la confidenza e talvolta l’amicizia. Come fanno a non rendersi conto della opportunità di chiudere queste fontanelle marce che stillano solo vomito? Gli schizzi infangano loro e la loro parte politica, non certo chi ha vinto le elezioni e che ha altro da fare che occuparsi di persone ossessionate dalla sconfitta.

Ricordo che per molto meno io stesso sono stato denunciato per diffamazione dall’allora Sindaco Andrea Pellicini. Sulla pagina FB del circolo PD avevo ripreso, ironizzando, una foto postata da Casali con una didascalia ridicolmente trionfalistica. Forse te la ricordi: Casali, Caianiello, Pellicini, mani sulle spalle e ridenti con la scritta “tris d’assi”. Peccato che Caianiello fosse già in guai seri con la giustizia per i fatti noti a tutti.

Io l’avevo ripresa commentando “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Mi sembrava il minimo e era rivolto a Casali. Andrea Pellicini ritenne di essere diffamato lui e mi denunciò. Dove fosse la diffamazione non l’ho ancora capito, ma io non sono un avvocato. Il magistrato affidò l’indagine alla Digos di Varese, dove ho passato un interessante pomeriggio con due ispettori in gambissima e gentili.

Questo per dire che oggi siamo di fronte a due stili di comportamento opposti: da una parte si sa perdere e si sa vincere, dall’altra parte non si sanno fare né l’una cosa né l’altra.

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