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Luino | 7 Dicembre 2020

Monsignor Comi di Luino, “Non c’è più tempo, agire e sostenere chi è in difficoltà”

L’appello della figlia di un’ospite della struttura: “Indispensabile il contatto anche telefonico per gli anziani. Quando arriveranno i nuovi operatori sanitari?”

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La situazione legata alla diffusione del Covid-19 all’interno della Struttura Protetta del Monsignor Comi di Luino lascia i tanti famigliari delle persone ospitate in una condizione di preoccupazione costante.

Questa non è legata solamente allo stato di salute dei propri cari risultati positivi al coronavirus, ma anche alle tante difficoltà legate alla grande carenza di personale sanitario e alla forzata lontananza che impedisce qualsiasi contatto con loro. Al momento, infatti – come ci ha segnalato una cittadina, figlia di un’ospite della struttura – anche le comunicazioni telefoniche sono state sospese: “A mio parere, sostenuta da numerosi esperti di Psicologia del settore, nei casi di difficoltà cognitive è indispensabile il quotidiano contatto (anche telefonico) con la famiglia, in modo da evitare di aggravare la situazione depressiva degli anziani che si sentono abbandonati e poco assistiti”.

“Visto che, a quanto pare, la situazione Covid era nota dal mese di novembre, oltre ad attuare o interpretare in senso restrittivo per i parenti i protocolli, oltre ad utilizzare – ahimè, senza significativi risultati – tutti i presidi di sicurezza, vorrei sapere quando arriveranno i nuovi operatori sanitari” si chiede la signora nella breve missiva inviata alla nostra redazione nella quale ringrazia tutti “coloro che, con diversi ruoli, si stanno attivando per i più fragili”, ma intende ribadire “che non c’è più tempo, bisogna agire e sostenere chi è in difficoltà, per evitare ciò che è accaduto a Milano in alcune RSA e non bisogna minimizzare la situazione, bisogna essere lungimiranti e tenaci”.

“Durante questa emergenza sanitaria abbiamo visto che, se esiste la volontà, si può allestire un ospedale in tempi brevissimi, con attrezzature all’avanguardia, quindi perché alla struttura protetta e al nucleo Alzheimer, realtà fondamentali per il nostro territorio, non cambia nulla?”: è la domanda con la quale si conclude l’appello della donna.

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