Laveno Mombello | 28 Aprile 2026

Lettera aperta ai candidati sindaci: «Laveno è un paese da difendere e conservare nella sua bellezza»

Tre cittadini lavenesi firmano un appello rivolto a tutti i quattro aspiranti sindaci del paese lacustre: «Qualcuno si faccia carico di una svolta radicale nella politica urbanistica»

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta firmata da tre cittadini di Laveno Mombello – Greta Bienati, Giuseppe Musumeci e Giuliano Tosi – con un appello ai quattro candidati sindaci Luca Santagostino, Bruno Bresciani, Giovanni Castelli e Diego Carmenati sui temi dello sviluppo urbanistico e della speculazione edilizia.

«Riteniamo infatti – affermano i tre lavenesi – che la questione urbanistica debba essere un argomento al centro non solo della prossima campagna elettorale, quanto dell’intero mandato della futura amministrazione, qualunque sarà l’esito delle urne».

Di seguito il testo della lettera.

Spett. Redazione,
è ormai cominciata la campagna elettorale, e la preoccupazione per il futuro di Laveno ci spinge a lanciare un appello ai candidati affinché la prossima amministrazione si discosti radicalmente dalle precedenti nella concezione dello sviluppo del territorio.

Negli ultimi trent’anni, sotto giunte di ogni colore, si è affermata l’idea che si debba sfruttare ogni singolo centimetro cubo edificabile del territorio di Laveno. È evidente che una tale politica urbanistica non può portare a uno sviluppo integrato e armonico, che rispetti le caratteristiche paesaggistiche e storiche del luogo, ma solo a una mera attività speculativa che stravolge il territorio, a volte persino col pretesto di soluzioni architettoniche sperimentali e innovative.

I danni di questo approccio sono sotto gli occhi di tutti, ogni giorno, basta uscire per la strada e guardarsi intorno. Abbiamo raccolto alcuni degli esempi più clamorosi in un e-book intitolato “Laveno ieri e Laveno oggi. L’anima di un paese tra passato e futuro” che mettiamo a disposizione gratuitamente al seguente link, e del quale auspichiamo la diffusione:
https://archiviomusumeci.wordpress.com/laveno-ieri-e-laveno-oggi/

Come abbiamo potuto vedere nel corso del nostro lavoro, è ancora incredibilmente diffusa l’idea postbellica che edificazione e sviluppo siano una cosa sola, e che entrambe portino ricchezza a un territorio. Ma sono passati ormai ottant’anni da quando eravamo un paese di macerie, tutto da ricostruire: oggi continuare a edificare e calcolare lo sviluppo in termini di metri cubi di cemento, significa in realtà impoverire il territorio e i suoi abitanti. L’alto numero di abitazioni rende meno preziose quelle già esistenti, che peraltro si vedono spesso defraudate della vista lago e penalizzate da un contesto sempre più cementificato. La verità è che lo sfruttamento speculativo arricchisce temporaneamente solo i soliti noti e depaupera invece tutto il paese, anche per le generazioni a venire.

Ancora più sconcertante è il pretesto del turismo, come se, a portare i visitatori a Laveno, sia l’abbondanza di edifici e non la bellezza dell’ambiente, la qualità della vita, la storia del paese. Territori dall’edificabilità bloccata, come le Cinque Terre, mostrano chiaramente come l’accoglienza turistica non abbia bisogno di grandi complessi abitativi o alberghieri, ma di una conservazione accurata e rispettosa delle caratteristiche originarie dei luoghi. Altrimenti lo stesso turismo diventa un’attività speculativa, pensata per gente che passa e consuma, impoverendo il territorio molto più di quanto lo arricchisca.

Costruire senza alcun rispetto per le proporzioni, per l’equilibrio complessivo, per le caratteristiche naturali, non significa solo perdere quell’armonia che un paese ha costruito nei secoli con l’ambiente circostante, ma anche perdere il luogo della vita comune. Non si deve dimenticare infatti che lo spazio urbano, con le sue case, le sue strade, le sue piazze, non è solo un luogo fisico, ma è uno spazio sociale, uno spazio condiviso, uno spazio disegnato dalla vita in comune. Costruire come si è fatto in questi decenni significa, in definitiva, perdere la propria identità, la propria storia, la propria memoria, perché lo spazio comune è il luogo in cui la memoria si deposita e rimane vivente.

Infine, dal punto di vista politico, il fatto più grave è che, di fronte a progetti di edificazione o trasformazione degli spazi pubblici così come di grandi aree del paese, gli amministratori di Laveno non si siano mai sentiti in dovere di consultare la popolazione. Al massimo, si sono limitati a informarla a giochi già fatti. Eppure, in un contesto democratico, il parere dei cittadini residenti dovrebbe essere fondamentale e vincolante. E la nostra Costituzione prevede strumenti appositi, come il referendum, che può essere indetto facilmente anche a livello comunale.

Laveno non è un paese da stravolgere e trasformare radicalmente, ma da difendere e conservare nella sua bellezza ammirata da turisti e visitatori. Auspichiamo perciò che tra i candidati alle prossime elezioni, qualcuno si faccia carico di una svolta davvero radicale della politica urbanistica lavenese, non tanto e non solo nelle promesse elettorali quanto e soprattutto nella effettiva azione amministrativa. Una svolta che, ne siamo certi, sarebbe condivisa dalla grande maggioranza dei cittadini.

Ringraziandovi per l’attenzione,
Cordiali saluti

Greta Bienati, Giuseppe Musumeci, Giuliano Tosi

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com