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Luino | 30 Novembre 2020

Luino, “Il Comune rischia di rimanere con le mani bloccate, pesante eredità amministrativa”

Il sindaco Bianchi anticipa le questioni che saranno al centro del dibattito di questa sera in assemblea. Pesano mancati introiti delle tasse e spese per il personale

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Sulla questione della continuità auspicata dall’ex sindaco di Luino Andrea Pellicini, rispetto al tema dei grandi progetti urbanistici discussi o avviati prima del passaggio di consegne a Palazzo Serbelloni, sembra destinato ad inserirsi un tema più ampio e di carattere decisamente più tecnico, ma comunque legato all’eredità raccolta dalla nuova amministrazione.

Un’eredità che ad oggi preoccupa il neo sindaco Enrico Bianchi e che rischia di compromettere parte del futuro in merito allo sviluppo della città: proprio quelle tematiche al centro della riflessione condivisa da Pellicini a poche ore da un consiglio comunale che, a questo punto, si preannuncia ancor più delicato per comprendere i margini di manovra e gli obiettivi che orienteranno il lavoro della maggioranza nei prossimi dodici mesi.

Le criticità sono almeno due e Bianchi le ha anticipate nei giorni scorsi attraverso le pagine de La Prealpina, come si apprende da un articolo firmato da Simone Della Ripa. “E’ stato sforato quello che tecnicamente è definito l’indice di valutazione triennale relativo alle spese correnti del personale – ha spiegato Bianchi, tramite il quotidiano locale, introducendo la problematica inerente le diverse uscite, quasi una decina, di personale amministrativo impiegato negli uffici comunali, dove ora l’assenza di risorse, sommata all’impossibilità di ottenere in breve tempo nuove assunzioni, ha generato un necessario ma forse insostenibile aumento di deleghe ai singoli, che non favorirà controllo ed efficienza -. Si tratta di un parametro tecnico che in sostanza vincola per nuovi impieghi in relazione a quelli fatti nel recente passato”, ha aggiunto Bianchi.

La seconda preoccupazione si concentra attorno al buco di oltre tre milioni di euro nella riscossione dei tributi, oggetto di un intervento proprio in sede di assemblea, ad inizio mese, del consigliere di minoranza Furio Artoni. L’attenzione del capogruppo di “Azione civica per Luino e frazioni” e di conseguenza quella degli uffici dell’ente, si è concentrata sulle cifre scoperte e sulle ricadute applicate al complesso funzionamento del “fondo crediti di dubbia esigibilità“, che obbliga l’ente pubblico ad accantonare denaro per potenziali ammanchi, che in questo caso riguardano proprio i tributi non riscossi.

Se la vera “eredità” è questa, ragiona Bianchi, il Comune nei prossimi mesi dovrà ridimensionare i propri obiettivi, in particolare per quel che riguarda gli investimenti. Salvate le procedure per portare avanti una parte del progetto interreg “Smart Border”, dedicato al potenziamento della mobilità dolce a partire dalla realizzazione di centinaia di nuovi posti auto nelle aree dismesse della stazione, finanziati con fondi europei, è già chiaro quello che a breve potrebbe essere sacrificato in virtù dei limiti alla spesa.

Da una parte c’è sicuramente l’avanzamento del cosiddetto “Iron Pact” per l’ampliamento del sottopasso ferroviario (Il Comune ha già rinunciato ad un finanziamento, sempre in ambito interreg, perché ritenuto non sufficiente a coprire le spese dell’opera, cresciute dopo un cambio di condizioni imposto da RFI); dall’altra il cerchio delle rinunce potrebbe anche includere l’area ex Visnova, che negli ultimi mesi del secondo mandato Pellicini è stata oggetto di un lungo dibattito sulla costruzione di un palazzetto dello sport (citato peraltro nella lettera dell’ex sindaco pubblicata questa mattina). Basterà il consiglio comunale di stasera per chiarire l’attuale situazione?

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