Definita la suddivisione dell’Italia in zone gialle, arancioni e rosse, con il Dpcm in vigore dalla giornata di domani ci saranno delle novità anche per quanto concerne gli spostamenti verso i Paesi situati al confine. Nel caso dell’alto Varesotto, gli spostamenti verso la Svizzera, che resta tra le nazioni maggiormente colpite dalla seconda ondata di Covid.
Al di là del coprifuoco imposto a livello nazionale dal decreto, con validità dalle 22 alle 5, il territorio prealpino – facente parte di una Regione considerata almeno inizialmente zona rossa – sarà soggetto da domani ad ulteriori restrizioni, come la chiusura totale di bar, ristoranti e negozi e l’obbligo a non lasciare la propria abitazione se non per ragioni lavorative o di stretta necessità.
Come si concilia l’attuale situazione con gli spostamenti verso la Svizzera, e dunque verso il Canton Ticino? Il Dpcm, prima di tutto, non intacca gli spostamenti oltre frontiera dei lavoratori italiani. La vita quotidiana dei frontalieri proseguirà regolarmente. Spostarsi verso il Ticino sarà inoltre consentito per ragioni di carattere sanitario o per motivi legati allo studio.
L’unica differenza riguarderà i viaggi oltre confine per l’acquisto di beni, vietati dall’entrata in vigore del nuovo Dpcm in entrambi i sensi, il che significa, ad esempio, che nemmeno i cittadini svizzeri potranno recarsi nei supermercati del Luinese, considerando che da domani il nostro territorio farà parte della “zona rossa lombarda“.
Sì, infine, al diritto di transito tra la Svizzera e le regioni italiane per raggiungere zone non soggette a restrizioni sulla mobilità. Al momento, infatti, non è prevista alcuna chiusura delle frontiere. Tra i provvedimenti finora scongiurati c’è anche l’obbligo di quarantena per chi raggiunge la Svizzera dall’Italia.
Da domani l’intera Regione Lombardia verrà ufficialmente riconosciuta zona ad alto rischio per quanto concerne la diffusione del coronavirus. Come ha spiegato il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa nella giornata di ieri, tale classificazione, una volta stabilita, resta valida per un periodo minimo di quindici giorni, con monitoraggio a cadenza settimanale.
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