Casalzuigno | 17 Ottobre 2020

Toglie la mascherina per rivolgersi all’amica sorda: multa di 400 euro per una ragazza

Eleonora, 28enne di Casalzuigno, racconta l'episodio di cui è stata testimone venerdì scorso a Milano. "Nel trambusto del traffico non capivo, poi è arrivato il vigile"

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Arginare l’indifferenza in rapporto alla corretta applicazione delle norme anti coronavirus è uno dei concetti che ricorrono maggiormente negli appelli quotidiani delle istituzioni.

E quella di cui Eleonora, ventottenne di Casalzuigno, è stata testimone e allo stesso tempo, purtroppo, protagonista, è proprio una storia di indifferenza, nata nel vortice delle raccomandazioni e dell’attenzione spasmodica ai dettagli e alle precauzioni, che salvano dal Covid – ed è vietato nutrire dubbi sull’importanza vitale che ricoprono – ma non dalla mancanza di sensibilità, se a prevalere è sempre e comunque l’intransigenza assoluta.

Sono nata sorda e porto sia l’impianto cocleare che la protesi acustica – spiega Eleonora, citando quegli apparecchi che fungono da “orecchio elettronico” e le consentono di ovviare alla sordità profonda -. Venerdì sera, appena scesa dal tram, nel trambusto del traffico milanese, non sono riuscita a comprendere la mia amica, che ha quindi abbassato la mascherina per farmi capire dove stavamo andando”.

Questione di un momento, e anche in questo caso di attenzione ai dettagli. “La mascherina taglia gli acuti che servono per discriminare le parole, e abbassa il suono della voce fino a dodici decibel – sottolinea la ragazza, che quotidianamente fa la spola dalla Valcuvia alla città, per uno stage da addetta stampa -. Nel rumore eccessivo diventa complicato discriminare”.

Ma l’oggettività del disagio si è innalzata a strumento di difesa delle proprie ragioni, e a sostegno delle proprie inequivocabili esigenze, davanti ad un agente della polizia locale che in corso Sempione, nei pressi dell’Arco della Pace, ha captato la scena avvicinandosi alle due ragazze per renderle consapevoli dell’infrazione compiuta. Un’infrazione che è costata all’amica e collega della giovane un verbale da 400 euro.

“Possibile che sia così difficile creare una norma che in relazione all’uso delle mascherine tenga conto degli ipoacusici e della loro necessità di leggere il labiale?“, si domanda Eleonora, profondamente dispiaciuta per quanto accaduto e per l’impossibilità di giustificarsi nemmeno dopo aver esibito all’agente la documentazione che certifica la sua disabilità.

“La mia collega ha lasciato scadere i termini del pagamento in forma ridotta della multa – precisa in conclusione la giovane – perché intende impugnare la sanzione e ribadire il senso del suo comportamento”. A disciplinarlo, almeno in linea teorica, è l’ultimo Dpcm, in riferimento all’utilizzo di mascherine in luoghi al chiuso e all’aperto: “Non sono soggette all’obbligo […] le persone con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché le persone che per interagire con loro versino nella stessa incompatibilità”. 

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