EMERGENZA CORONAVIRUS (ATTIVITÀ APERTE E CONSEGNE A DOMICILIO ) Segnalaci la tua attività Guarda tutte le attività
Luino | 9 Ottobre 2020

Luino, “Dare seguito alla proposta di dichiarazione di emergenza climatica dei giovani COPAV”

Sarà un weekend di sensibilizzazione al rispetto per l'ambiente e per ciò che ci circonda. Ecco l'intervento dell'Osservatorio "Felice Cavallotti"

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Riceviamo e pubblichiamo una lunga nota, a firma dell’Osservatorio “Felice Cavallotti”, che stimola le amministrazioni locali a far loro la proposta di dichiarazione di emergenza climatica dei giovani della Comunità Operosa Alto Verbano, che da quasi un anno si sono attivati per far votare nei consigli comunali della zona l’importante documento da loro prodotto. Oggi pomeriggio a Luino l’evento per sensibilizzare la popolazione sul tema

I Luinesi stanno vivendo una indubbia percezione di cambiamento, non solo provocata dalle elezioni ma, soprattutto, per i ravvicinati fenomeni di alterazione climatica che stanno mettendo in ginocchio un territorio allargato.

Ma se per la prima è stata una sorpresa, la seconda invece può trasformarsi in una vera opportunità per tutte quelle realtà politiche e civili che da anni annunciano la necessità di un inderogabile intervento.

Le due condizioni sembrano potersi incontrare favorevolmente. L’Amministrazione precedente, lo diciamo senza polemica, a differenza di altri Comuni è sembrata poco sensibile sul tema del clima e lo ha dimostrato ignorando l’eccezionale e indubbio impegno civile presente nella “proposta simbolica” di dichiarazione di emergenza climatica, presentatale dai giovani della Comunità Operosa Alto Verbano COPAV.

Ma non è finita qui, l’Amministrazione uscente non è stata nemmeno interessata a seguire come esempio una significativa azione ormai di carattere nazionale che è quella di aderire al patto dei Sindaci per l’energia e il clima. Una iniziativa in cui le città si impegnano volontariamente a ridurre le proprie emissioni di CO2 oltre l’obiettivo del 40% entro il 2030. Questa poteva essere una importante adesione perché avrebbe dato un vero segnale di innovazione. Un segnale politico forte, una volontà che avrebbe dovuto spingere l’Amministrazione e la città ad attrezzarsi di uno strumento strategico nominato PAES (Piano di Azione per l’Energia Sostenibile), successivamente implementato con il PAESC (Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima). Se il primo impegnava il Comune ad incrementare la produzione energetica da fonti rinnovabili e ridurre in percentuale non inferiore al 20% entro 2020 (stiamo parlando di un’attuazione del 2008), il secondo migliorava le sue performance introducendo una relazione tra la produzione e il consumo dell’Energia con quella del clima.

Per spiegare cos’è il PAESC usiamo una citazione estratta da una relazione Anci Emilia-Romagna: Il PAESC pone il Comune davanti alla necessità di affrontare una riflessione sistematica sugli impatti causati dagli eventi connessi al cambiamento climatico e su strategie capaci di legare gli obiettivi di riduzione dei rischi a obiettivi di qualità territoriale, immaginando “vivibilità appropriate” per i nostri territori. Il salto culturale da compiere in questo caso è quello di passare dalla cultura dell’emergenza (tipica del piano di protezione civile) a quella dell’adattamento comportamentale: uffici comunali nella manutenzione della città e cittadini nelle scelte e nei comportamenti quotidiani adottano strategie che conferiscono maggior resilienza alle nostre città.

Purtroppo siamo in ritardo, oggi però con questa nuova Amministrazione sembra possibile sperare in un auspicabile cambiamento.

La nostra speranza, e su questo ci permetteremo di giudicare i fatti, è quella di aspettarci che questa nuova Amministrazione, magari in concerto con le due (o più) altre realtà limitrofe, possa invertire questo andamento di solitudine e di insensibilità e iniziare un concreto e strutturale processo capace di individuare misure di adattamento ai cambiamenti climatici proponendo operazioni fattive di vario genere, con l’ambizioso obiettivo di sviluppare a livello locale politiche di governo del territorio per rendere la città resiliente rispetto ai mutamenti del clima.

Evidentemente la complessità dell’argomento, essendo un riflesso delle articolate politiche ambientali, non potranno evitare di far ricadere le misure di adattamento dei PAESC -visto che queste determinano significativi riflessi anche sull’attuazione delle scelte incidenti sul governo del territorio e, di conseguenza sulla disciplina della pianificazione urbanistica- sui Piani di Governo Territoriali (PGT), che dovranno essere, nella loro unità, armonizzati (coordinati e armonizzati tra più Comuni se “consorziati”) e verificati nella loro eventuale difficoltà, qualora ci fosse, anche con gli strumenti sovracomunali.

Nasce dunque una nuova speranza. Vogliamo essere ottimisti e diciamo in modo convinto si!

Questa convinzione non può che avvenire da risposte concrete da parte di quei Comuni che hanno aderito, e da quelli che aderiranno in futuro, alla proposta di dichiarazione di emergenza climatica dei giovani COPAV.

Da queste Amministrazioni e dalle loro Comunità Locali, possiamo finalmente aspettarci delle sensibilità e delle attenzioni esistenziali che ci possono avvicinare, senza se e senza ma, ad una motivata adozione e applicazione di questi strategici strumenti istituzionali.

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127