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Lombardia | 8 Ottobre 2020

Vaccini antinfluenzali, il dg Welfare Trivelli: “Disponibili anche per operatori sanitari privati”

Usuelli (+Europa): “Ennesimo esempio di schizofrenia della giunta. Ammettano l’errore e ufficializzino la decisione”. Astuti (Pd): "Non tornano alcuni dati sulle dosi"

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Sono trascorsi due giorni dalla bocciatura in Consiglio Regionale della Lombardia della mozione del consigliere Michele Usuelli (Più Europa-Radicali) che invitava la giunta a superare il limite imposto con la circolare del 17 agosto che impediva agli operatori sanitari del settore privato accreditato di accedere ai vaccini antinfluenzali tramite il sistema pubblico regionale.

Oggi, giovedì 8 ottobre, nel corso di una conferenza stampa il capo della dg Welfare Marco Trivelli, interpellato da un giornalista ha detto che “Gli operatori sanitari sono tutti uguali per cui questa fornitura (dei vaccini forniti dalla Regione, ndr) sarà messa a disposizione di tutti, anche degli operatori privati“.

Una dichiarazione che agli esponenti di Più Europa-Radicali appare come una sonora marcia indietro rispetto a quanto sostenuto fino all’altro ieri, peraltro dallo stesso governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana, secondo il quale “il settore privato non compete a noi. Noi (le dosi, ndr) le diamo a tutte le persone che la legge ci impone vengano vaccinate”. Invece, per ammissione dello stesso Trivelli tra gli uni e gli altri “non c’è differenza rispetto al rischio di contrarre l’infezione”, per cui gli operatori del settore accreditato hanno diritto tanto quanto quelli del settore pubblico ad accedere alle dosi messe a disposizione da Regione Lombardia.

Il consigliere di Più Europa-Radicali Michele Usuelli, firmatario della mozione respinta in aula martedì con 39 voti contrari e 32 a favore, ha così commentato: “Sono lieto che Regione Lombardia si sia ravveduta sulla decisione di non fornire i vaccini al personale sanitario del settore accreditato, che avrebbe rappresentato una inaccettabile discriminazione oltre che un rischio notevole per la salute pubblica. Ciò non toglie che questo sia solo l’ennesimo esempio della schizofrenia che governa Regione Lombardia, soprattutto sui temi della sanità. La loro incapacità di ascolto delle buone ragioni è tale che il caso ha dovuto acquisire un’eco enorme sulla stampa e si è persino dovuto aspettare che il presidente dell’Ordine dei medici si mobilitasse perché la giunta si rendesse conto di aver commesso un madornale errore. Il risultato raggiunto è una buona notizia, ora però l’assessorato ufficializzi la decisione e riconosca di aver fatto una figuraccia“.

A intervenire sulla programmazione della campagna vaccinale antinfluenzale comunicata oggi dalla giunta regionale, è invece il consigliere del Pd Samuele Astuti, in riferimento anche a quanto emerso nei giorni scorsi sul numero di dosi reperite dalla Regione: “Dai numeri sulle vaccinazioni diffusi oggi dalla giunta regionale non tornano almeno due dati. Avevano fatto gare per un milione di dosi in più che non sono riusciti a reperire, com’è possibile che ora siano sufficienti? Era sbagliato il quantitativo delle ultime gare o stanno giustificando i quantitativi a loro disposizione? Il secondo dato è il prezzo, perché la Lombardia ottiene dosi a un costo medio di quattordici euro, due volte e mezzo in più che in Veneto e in Emilia-Romagna, che li hanno acquistati a prezzi che vanno dai 5,22 euro ai 5,77 a dose, a seconda delle gare. È evidente che in Lombardia ci sono stati dei problemi. Ma c’è anche un altro problema, che riguarda gli adulti non ricompresi nelle categorie indicate dalla campagna vaccinale, che rimangono totalmente scoperti fino a quando non si scoprirà se alla Regione avanzano dosi. Tutta questa fascia di popolazione rimarrà scoperta sicuramente fino a dicembre, e non è detto che riesca ad avere il vaccino. Stiamo parlando della popolazione attiva, che è anche un possibile veicolo del virus”.

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