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Lombardia | 5 Ottobre 2020

Lombardia, il caos vaccini per operatori sanitari arriva in Consiglio Regionale

Usuelli (+Europa) presenterà una mozione sul tema: "È Regione che deve mettere a disposizione le dosi per le categorie a rischio. Paghiamo difetto di programmazione"

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Non si placa il dibattito intorno alla campagna di vaccinazioni antinfluenzali in Lombardia, in modo particolare dopo i fatti emersi negli ultimi giorni che rivelano una carenza di dosi ordinate dalla Regione rispetto alla quantità realmente necessaria, in modo particolare, per le categorie più a rischio nelle quali rientrano anche gli operatori sanitari del settore pubblico e privato.

Proprio a questi ultimi, secondo quanto affermato ieri dal sindaco di Milano Beppe Sala e riportato sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, “la sanità lombarda sta dicendo di arrangiarsi con i vaccini”. Il numero uno di Palazzo Marino fa riferimento anche alla questione delle gare sbagliate dall’ente regionale (della quale tratta un altro articolo de Il Fatto) che hanno portato Palazzo Lombardia ad assicurarsi solo 2,2-2,3 milioni di dosi rispetto ai 3 necessari per coprire tutte le richieste.

In tal senso, durante la seduta del Consiglio regionale di domani, martedì 6 ottobre, verrà discussa una mozione a firma di Michele Usuelli (+Europa/Radicali) dedicata proprio alla tematica dei vaccini antinfluenzali per gli operatori del sistema accreditato: una circolare della Giunta regionale dello scorso 17 agosto ha infatti dato disposizione alle strutture sanitarie accreditate di provvedere autonomamente all’approvvigionamento del vaccino antinfluenzale per i propri operatori, mentre è sempre stata la Regione stessa, tramite le ATS, a fornire le vaccinazioni alle suddette strutture.

Usuelli ha così commentato: “Mentre incalza ad ogni livello il dibattito sulla prossima campagna vaccinale, trovo particolarmente sconcertante che la mozione che ho proposto, l’unica su questo argomento prevista nella seduta di domani, sia stata calendarizzata come ultimo punto, con il rischio che venga affrontata solo a tarda sera o che possa addirittura slittare alla prossima settimana. Nel merito vorrei puntualizzare che non si tratta di una questione di costi. Le strutture accreditate sono pronte a pagare le dosi di vaccino per tutelare operatori e, di conseguenza,  pazienti, ma oggi queste dosi non sono più reperibili sul mercato. È compito di Regione Lombardia mettere a disposizione i vaccini per le categorie a rischio, di cui gli operatori sanitari fanno parte”.

“Ancora una volta paghiamo un difetto di programmazione: si sapeva da mesi che la prossima sarebbe stata una campagna di vaccinazioni particolarmente delicata e massiccia; perché la Giunta non ha provveduto a ordinare un quantitativo adeguato di vaccinazioni?”, si domanda il consigliere regionale. “La sanità lombarda, proprio secondo il modello che il centrodestra ha creato negli ultimi 25 anni, si fonda sulla sostanziale parificazione tra  strutture pubbliche e private, al punto che le seconde erogano, ad oggi, circa il 40% delle prestazioni sanitarie. Non vaccinare un numero così alto di operatori, oltre a rappresentare una discriminazione intollerabile per la categoria, rischia di mettere in pericolo le migliaia di cittadini che entrano in contatto quotidianamente con queste persone”.

“Il sindaco Sala ha perfettamente ragione”, ha concluso Usuelli in riferimento proprio alla dichiarazione del primo cittadino di Milano che abbiamo riportato più sopra, “e il silenzio dell’assessore Gallera, così pronto a rispondere in maniera piccata sul tema del vaccino ai dipendenti comunali, fa ancora più effetto. Vedremo se domani avrà qualcosa da dire nel merito o se preferirà, ancora una volta, l’autodifesa della fallimentare strategia anti-Covid della Giunta regionale”.

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