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Lombardia | 31 Marzo 2021

Lombardia, la Commissione Sanità sblocca l’avvio alla revisione della Legge 23. Critiche dalla minoranza

Monti (Lega): "Rilanceremo la medicina territoriale con maggiori risorse e assunzioni”. Astuti (Pd) e Usuelli (+Europa): "Nessuna proposta, poca serietà"

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L’audizione di questa mattina con Agenas ha delineato in che modo il sistema sanitario lombardo si sia evoluto negli anni post-riforma Maroni. Molto bene i dati riportati da Agenas sulla Presa in Carico del paziente cronico e fragile: sono un elemento da cui partire. La Commissione Sanità regionale è pronta ad avviare il percorso di revisione della Legge 23/2015 e ne sarà protagonista. Coinvolgeremo le parti sociali nella discussione e daremo centralità all’organo legislativo, serve però un percorso condiviso da tutte le forze politiche”.

Così Emanuele Monti, Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali al Pirellone, a margine dell’audizione del Direttore Generale di Agenas, Domenico Mantoan, in merito alla determinazione dell’ufficio di presidenza della Commissione relativa all’inizio della revisione della Legge regionale 23/2015.

“Ho condiviso con la Vicepresidente Moratti e il Presidente Fontana un metodo di lavoro – spiega Emanuele Monti –, di concerto con i componenti dell’ufficio di presidenza, compreso il Consigliere Mammì (M5S) in rappresentanza delle minoranze, per formalizzare l’avvio della revisione della Legge regionale 23/2015. Abbiamo chiesto contestualmente di condividere un approccio volto alla condivisione delle idee. Il rilancio e il potenziamento del sistema sanitario regionale non può essere un interesse di parte ma deve necessariamente vedere tutte le forze politiche impegnate nella stessa direzione. Veniamo da mesi molto difficili in cui la pandemia ha inasprito la dialettica politica ma ora c’è bisogno di uno sforzo per smorzare i toni e lavorare nel merito”.

La via maestra – continua Monti – sarà quella dell’ascolto delle parti sociali. Ho proposto di calendarizzare tre sedute settimanali di audizioni a partire da maggio, con la presenza della Vicepresidente Moratti e la direzione welfare, durante le quali incontreremo i principali stakeholder, fissando il criterio della rappresentatività regionale come condizione imprescindibile e necessaria. Vogliamo incontrare il maggior numero di soggetti istituzionali e di concludere l’iter di audizioni entro due mesi dall’avvio del medesimo. Entro fine settembre la legge di revisione sarà approvata”.

La commissione offrirà uno spazio di confronto e ascolto necessario – conclude –, qualificando i lavori del Consiglio regionale, in modo che la legge parta dai rappresentanti del sistema sanitario regionale e si concentri sugli aspetti da rafforzare della Legge 23/2015 a partire dalle mutate condizioni di sistema e dallo sblocco alle assunzioni e ai fondi per sviluppare la medicina territoriale. Le realtà sociali saranno le protagoniste di questo percorso di rilancio del sistema sanitario lombardo”.

“Giunta e maggioranza non hanno alcuna proposta di legge di riforma della sanità”. Ad affermarlo è il consigliere regionale e capodelegazione del Pd in Commissione sanità, Samuele Astuti, a seguito della comunicazione del presidente della Commissione Monti di oggi: “Monti – afferma Astuti – oggi ha annunciato che non sarà presentato nessun testo di riforma fino alla fine di luglio. Questo, dopo che la maggioranza, da dicembre, dice di avere già una propria proposta di riforma pronta. Un ritardo inaccettabile, che Monti ha cercato di coprire con iniziative che suonano come un diversivo. La pandemia non è bastata a far capire l’urgenza della riforma di un sistema che ha rivelato tutte le proprie debolezze? Perché la giunta si ostina a rimandare un provvedimento necessario? Perché la maggioranza in Commissione continua a essere schiava delle decisioni della vicepresidente Moratti”.

Michele Usuelli (consigliere regionale di +Europa/Radicali) dichiara: “Il presidente Monti, come se nulla fosse, ha comunicato oggi al termini delle audizioni di aver inviato una lettera a Moratti con cui annuncia di dare avvio al percorso di modifica della L23/2015. Parrebbe una ottima notizia, ma contestualmente si è definito un metodo di lavoro: ricevere dalla Giunta un documento di alto indirizzo politico che, indichi i temi chiave di modifica entro la prima metà del prossimo mese di maggio”. Poi “sarà nostra premura avviare le audizioni per ulteriori 2 mesi. Al termine chiediamo alla Giunta di redigere e approvare un Progetto di Legge, così da avviare in III Commissione la discussione di tale testo, con l’impegno di approvare entro la fine di Settembre 2021 il testo di legge in Commissione. ‘Nel corso di questo momento di dibattito la Commissione sensibilizzerà gli stakeholder già auditi a far pervenire all’attenzione dei Consiglieri proposte emendative‘”.

“La giunta da settembre ha a disposizione le relazioni scritte dei saggi da lei nominati (e non le condivide con nessuno) – prosegue Usuelli -; il coordinatore dei saggi Caiazzo ha fatto già decine di audizioni sulla 23, cui mi risulta partecipasse anche il presidente della commissione sanità. A dicembre sono arrivate 70 pagine di relazione AGENAS sulla 23 da parte del Ministero. Nel 2019 per mesi abbiamo già audito gli stakeholder per un Piano Socio Sanitario Regionale che poi non è mai stato prodotto dalla giunta. Fino ad oggi ci è stato impedito di iniziare ogni tipo di iter in commissione sanità perchè  il presidente riteneva  di attendere la proposta di legge della giunta. In riunione capigruppo il primo marzo la giunta ci ha comunicato che la proposta di legge sarebbe stata licenziata dalla finto entro la fine del mese, cioè oggi: la ormai famigerata politica degli annunci su tutto di Regione Lombardia”:

Il presidente Monti usa le audizioni per allungare i tempi, come foglia di fico inclusiva e partecipativa per nascondere le profonde differenze di vedute della giunta sulla principale legge di assetto del sistema sociosanitario. La mia proposta: la giunta licenzi subito una bozza di progetto di legge. Su quella bozza iniziamo le audizioni, apriamo un confronto politico in commissione e diamo in tempi decenti una organizzazione al sistema sanitario lombardo”, conclude.

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