Cinque anni fa era fuggita con la figlia in Bulgaria con la scusa di festeggiare il compleanno in patria senza tornare più in Italia e ora una donna di 40 anni è stata condannata in appello a un anno di reclusione.
Come riportato sul quotidiano locale La Prealpina, però, la 40enne bulgara ha ottenuto la sospensione condizionale della pena, ma è stata comunque costretta a versare un risarcimento – ancora da stabilire – a favore del marito (e padre della figlia) costituitosi parte civile nel processo.
I fatti sono avvenuti a Marchirolo nel 2015 quando la donna, dopo essersi recata nel suo paese d’origine con un biglietto aereo di andata e ritorno regalatole dal coniuge, lo ha informato della sua volontà di restare in Bulgaria con la figlia.
Dopo aver mobilitato il Tribunale dei Minori di Milano e i Ministeri degli Esteri e della Farnesina, non c’è stato comunque nulla da fare per riuscire a ottenere il ricongiungimento della bambina – nata nel 2010 – con il padre. Questi può solamente trascorrere con la figlia un mese nel corso dell’estate e alcune settimane in occasione delle festività natalizie e pasquali.
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