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Porto Ceresio | 3 Ottobre 2020

Giro d’Italia in rampa di lancio: da Porto Ceresio c’è anche Luca Chirico

Per l'atleta di Porto Ceresio è "una grande emozione" tornare alla corsa rosa. Si parte oggi da Monreale con la crono: Ganna punta la prima maglia rosa

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Prenderà il via oggi, con la cronometro individuale inaugurale, il Giro d’Italia numero 103. Partenza non più in Ungheria, come previsto prima della pandemia, ma dalla terra di Sicilia e precisamente dalla città di Monreale, in direzione di Palermo.

Saranno quindi gli specialisti della corsa contro il tempo a lottare per indossare la prima maglia rosa e fra di loro farà la sua prima apparizione in maglia iridata il neo campione del mondo di questa disciplina, il verbanese Filippo Ganna – tra l’altro al suo debutto nella “corsa rosa”. Tra le file della Lotto Soudal ci sarà invece il giovane Stefano Oldani: nato nell’alto Milanese, è uno dei tanti atleti che sceglie spesso come terreno di allenamento le zone dell’alto Varesotto (Campo dei Fiori, Cuvignone o Alpe Tedesco).

Questa volta, però, fra i 48 italiani presenti in gruppo – tra i quali ci sono gli attesissimi Vincenzo Nibali ed Elia Viviani – figura anche il portoceresino Luca Chirico, uno degli otto corridori del team Androni-Sidermec (nella foto di galleria). Lo avevamo intervistato alla fine di maggio, quando le prime riaperture dopo il periodo di lockdown avevano consentito anche la ripresa degli allenamenti su strada e la speranza di poter far parte del roster della squadra oggi al via era già allora molto viva. In questi giorni di vigilia ne abbiamo approfittato per una nuova piccola chiacchierata con l’atleta originario del paese sulle rive del lago di Lugano, per il quale tornare sulle strade del Giro, dopo cinque anni dalla prima partecipazione, è senza dubbio “una grande emozione”.

“Questa volta però ho un approccio mentale totalmente diverso dalla prima: ora sono qui per raccogliere anche qualche risultato… speriamo!” ha affermato il corridore, reduce da un ritiro di nove giorni in altura con la squadra a Sestrière nei giorni successivi al Giro dell’Appennino, test definitivo per la scelta della selezione operata non secondo il palmarès, ma solamente osservando la condizione fisica degli atleti – come ha spiegato il team manager Gianni Savio.

Il Giro “voglio viverlo giorno per giorno”: non si sbilancia troppo, Chirico, sugli obiettivi sui quali ha messo gli occhi. Scaramanzia a parte, il corridore ha comunque dichiarato di puntare a entrare in fughe che – come si dice in gergo – “possono arrivare”, soprattutto in quelle tappe più adatte alle sue caratteristiche di scalatore, mettendo così a frutto i lunghi mesi di preparazione spesi non solo in corsa ma anche in allenamento sulle amate strade del Varesotto.

Per quanto riguarda invece il problema Covid-19, come si è visto anche allo scorso Tour de France, atleti e tecnici dovranno vivere per tre settimane in una sorta di “bolla” in modo da rimanere il più possibile protetti da un eventuale contagio. Un primo tampone è già stato eseguito su tutti quanti e altri due verranno ripetuti nei due giorni di riposo previsti, come ci ha confermato anche lo stesso Chirico.

Rimane un’ultima incognita, senza dubbio da non sottovalutare: le condizioni meteo, ben diverse da quelle della stagione primaverile nella quale si corre abitualmente il Giro. Per il momento i corridori si stanno godendo le temperature certamente più calde della Sicilia, ma a mano a mano che la carovana risalirà la penisola e i giorni di ottobre scorreranno uno dopo l’altro, la speranza di non imbattersi in eventi meteorologici estremi crescerà sempre di più.

Di sicuro i ciclisti hanno dimostrato molto spesso di saper affrontare anche condizioni al limite del proibitivo – non occorre andare indietro nel tempo, è sufficiente ricordare la violenta grandinata che si è abbattuta sul gruppo durante una tappa del Giro del Delfinato lo scorso agosto – e l’idea di una frazione alpina sotto la neve affascinerebbe senz’altro molti appassionati: insomma, sicurezza permettendo, la curiosità per quello che i corridori in lotta per le quattro maglie – rosa, blu, bianca e ciclamino – e per le vittorie di tappa si troveranno di fronte nei prossimi venti giorni è davvero molto forte. (Foto di copertina © Team Androni-Sidermec – Gallery © LaPresse)

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