La Colombia è una terra ricca di sportivi di alto livello, e per quanto riguarda il ciclismo negli ultimi vent’anni sono vari gli abitanti di questo paese che sono stati capaci d’imporsi nelle corse più importanti di tutte in ambito mondiale. Molti di loro nati negli anni ’80 e ’90, i ciclisti colombiani hanno fatto irruzione nel mondo dei pedali per creare così una generazione di fenomeni irripetibile.
Tra di loro vi sono sicuramente Nairo Quintana, Esteban Chaves, Fernando Gaviria e, ultimo in ordine di tempo, quell’Egan Bernal che in questo momento sta scalando, letteralmente e in maniera figurata, le vette del ciclismo mondiale attraverso grandi prestazioni. Il classe 1997 ha fin da giovanissimo impressionato per il suo talento nelle salite e nelle grandi corse. Scoperto a soli 19 anni dall’esperto Gianni Savio, il corridore di Zipaquirá un anno dopo ha trionfato nella corsa Ciclismo Cup a sei tappe, per poi venire ingaggiato nel 2018 dal Team Sky per poter così puntare su di lui per il dopo Froome. Non è un caso, dunque, che sia stato dall’inizio uno dei grandi favoriti secondo le quote delle scommesse per il Tour de France.
Tuttavia, sebbene non sia nato in Colombia, lo sloveno Primoz Roglic rappresenta una delle grandi eccezioni del ciclismo moderno. Nato in Slovenia trent’anni fa, il corridore della Jumbo-Visma si è imposto alla distanza ed è adesso giunto alla piena maturità sportiva. Non a caso le sue grandi prestazioni hanno mostrato quanto lo sloveno potesse effettivamente rompere gli indugi. Dopo la vittoria della Vuelta di Spagna risalente all’estate scorsa, infatti, Roglic ha puntato moltissimo sulla Grande Boucle. Lo sloveno, che nella competizione transalpina in corso in questo momento ha saputo staccare alla grande gli avversari e imporsi alla lunga con un passo deciso tipico del campione ormai totalmente sicuro di sé e del suo stato di forma, punta così al suo primo titolo di sempre sui Campi Elisi, la grande passerella parigina che ogni ciclista sogna di passare con la propria bici da quando inizia a pedalare.
Roglic, il grande favorito era stato molto bravo a costruire il vantaggio con calma dopo aver vinto solamente una tappa, la quinta, per poi superare tutti alla nona tappa e poi amministrare la rendita ottenuta nelle gare successive, mantenendo così la maglia gialla per dieci tappe. Oltre a Bernal e Roglic, il primo vincitore del Tour 2019 e il secondo ormai avviato alla conquista dell’edizione 2020 della Grande Boucle, negli ultimi anni erano venuti fuori altri grandi talenti come il britannico Geraint Thomas, che trionfò sui Campi Elisi nel 2018, e il suo connazionale Chris Froome, vincitore l’anno prima.
Dalla Colombia al Regno Unito, passando per la Slovenia, questi ciclisti dal talento assoluto hanno scritto la storia contemporanea di questa disciplina grazie anche a un lavoro costante sui loro muscoli e sulla loro resistenza. Tuttavia, sembra chiaro che l’età giochi a favore di Bernal, che a soli 23 anni ha davanti a sé una carriera lunghissima nella quale potrà battere tantissimi record e candidarsi a una serie di vittorie di prestigio e scrivere il suo nome nella storia di questo sport.
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0