Cuasso al Monte | 13 Settembre 2020

Ospedale di Cuasso chiuso, “Ancora in onda il delitto perfetto?”

Il Comitato: "Non vorremmo si ripetessero situazioni dove, a fronte di importanti finanziamenti, non vennero portate a termine le opere per la riqualificazione"

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Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa del Comitato pro Ospedale di Cuasso al Monte, firmata da Gian Battista Seresini e Angelo Ferrarello, riguardante la struttura sanitaria utilizzata negli scorsi mesi durante l’emergenza sanitaria.

Seguiamo con molto interesse questa telenovela ma a questo punto non sappiamo immaginare il futuro… Di certo abbiamo ben chiaro il danno procurato. Danno procurato ad un patrimonio storico sempre deputato alla cura delle persone bisognose.

Danno procurato per la dispersione di un patrimonio professionale, che per molti anni ha permesso al nostro ospedale di erogare servizi ed assistenza di alto livello uniti ad una grande disponibilità umana del personale ( cosa di non poco conto che non è sempre presente in altre realtà).

Danno agli utenti e alla popolazione che da un giorno all’altro si sono trovati senza servizi sanitari e socio sanitari senza peraltro avere informazioni precise su percorsi alternativi di continuità assistenziale; abbiamo ricevuto tantissime comunicazioni e sappiamo che numerose segnalazioni sono giunte anche all’Azienda ASST Settelaghi proprio in relazione al vuoto creato dalla perdita di un punto di riferimento certo.

Danno generato dalla repentina trasformazione del nostro ospedale riabilitativo in ospedale per pazienti post Covid, che ha chirurgicamente asportato tutte le attività preesistenti. In pratica per due mesi di attività post covid sono state azzerate tutte le attività storicamente insediate comprese diagnostiche e punto prelievi.

Danno generato al Servizio Sanitario Regionale, privandolo dell’unico ospedale riabilitativo provinciale pubblico ad alta specializzazione.

In questa fase di trasformazione dell’ospedale riabilitativo in ospedale post Covid, sono giunte, per Cuasso, ingenti e numerose donazioni unite ad importanti investimenti aziendali e destinati ad un successivo rilancio complessivo.

Abbiamo notato che importanti lavori strutturali e tecnologici (sempre sollecitati dal Comitato): nuova centrale termica, rifacimento di impianti idrici ed elettrici, nuovo ponte per la telefonia mobile, lavori forestali e quant’altro, sono in fase di completamento.

Non vorremmo si ripetessero le vicende del recente passato dove a fronte di importanti finanziamenti non vennero portate a termine le opere per la riqualificazione del presidio e del luogo. Questa situazione, diversamente da quanto dichiarato all’inizio dei lavori, anziché portare ad un rilancio ne ha determinato il ridimensionamento e in seguito la chiusura a marzo u.s.

Se questa situazione dovesse perdurare oltre il 30 settembre si profila un danno alla pubblica amministrazione, oltre che erariale, anche di perdita di immagine della realtà territoriale. Certamente sia a livello regionale che provinciale i responsabili istituzionali del Governo dovrebbero autonomamente intervenire e correggere le scelte operative attivate dai dirigenti ATS e ASST.

Per queste motivazioni, il Comitato sarà vigile e attento affinché ognuno, per le proprie funzioni si adoperi per il bene comune. Rimarchiamo ai vertici aziendali che a 20 giorni dal fatidico 30 settembre non ci sono segnali di nessun tipo.

Ricordiamo la necessità di riprendere il percorso già tracciato con le istituzioni locali ed interrotto per la pandemia, e che prevedeva un tavolo istituzionale per lavorare intorno ad un progetto di sviluppo senza subire provvedimenti unilaterali, calati dall’alto, e dell’ultima ora.

Confidiamo in una apertura a tutte le problematiche esposte riconoscendo a tutti gli interlocutori la propria funzione, ricordando la collegialità delle scelte e delle decisioni.

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