Cuasso al Monte | 10 Luglio 2020

Ospedale di Cuasso, “La lotta contro il Covid non escluda la vocazione del centro”

Il Comitato pro Ospedale ribadisce l'importanza dei servizi territoriali e l'urgenza di riprendere le trattative per definire con chiarezza il ruolo del presidio

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Non sembra esserci pace per l’ospedale di Cuasso al Monte. Dopo le rapide operazioni di conversione degli scorsi mesi volte a creare un hub da settanta posti letto in cui ospitare pazienti covid provenienti da tutta la regione, il nosocomio, che ha visto pochi giorni fa le dimissioni dell’ultima paziente affetta da coronavirus, ha di fronte a sé un futuro molto incerto – a detta soprattutto del Comitato per la difesa dell’Ospedale.

Nelle lettere inviate dal Comitato negli scorsi mesi, indirizzate sia alla nostra redazione sia ai dg dell’ASST Sette Laghi e di ATS Insubria, l’attenzione è sempre stata puntata su ciò che capiterà alla struttura una volta che sarà terminata – o quantomeno assestata – l’emergenza coronavirus e sulla tempistica del ripristino delle prestazioni sanitarie – riabilitative, ambulatoriali e diagnostiche – che il presidio eroga a un bacino di utenza di più di 80mila cittadini.

Da parte di ASST, in sinergia con ATS, sono stati garantiti per i prossimi mesi una ventina di posti letto di degenza di sorveglianza, sempre nell’ottica della gestione dell’emergenza Covid-19. Inoltre, come  si legge sulla pagina Facebook dell’ASST Sette Laghi, “l’ASST sta lavorando per potenziare l’offerta di servizi sanitari e sociosanitari in quell’area territoriale, con l’obiettivo primario di rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio. Ruolo chiave avrà la creazione del PRESST di Arcisate, che consentirà di offrire nuovi prestazioni e di ampliare la fascia oraria di offerta di quelle già erogate”.

Un’intenzione esplicitamente espressa a cui, però, non si accompagna nessuna data certa per quanto riguarda il tanto atteso ritorno dei servizi sanitari sul territorio, tema su cui si batte con forza anche la Commissione socio-sanitaria della Comunità Montana del Piambello, che chiede anch’essa agli enti preposti di dare risposte formali e di fare chiarezza sulle proprie intenzioni.

Il Comitato, supportato dagli “Amici dell’ospedale di Cuasso”, ha ribadito nuovamente l’importanza della funzione pubblica del presidio cuassese, ma anche l’urgenza di riprendere le trattative tra i vertici aziendali, regionali e di Comunità Montana: il tavolo di lavoro tra tutti questi enti – afferma Gian Battista Seresini – dovrebbe “ripensare e ridefinire il ruolo di Cuasso anche alla luce degli ultimi eventi pandemici”.

La lotta contro il Covid-19 “non deve escludere assolutamente la vocazione del centro ospedaliero”: ecco perché proseguirà anche l’opera di sensibilizzazione tramite l’esposizione di striscioni a Cuasso, Bisuschio, Porto Ceresio e Induno Olona che richiamano “alla peculiare importanza dell’Ospedale in tandem con il nascituro PRESST arcisatese”, a cui presto se ne aggiungeranno altri.

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