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Laveno Mombello | 1 Settembre 2020

Santagostino lancia la sua “Civitas” e presenta il progetto per rilanciare Laveno Mombello

L'intervista ad uno dei quattro candidati sindaci del paese lacustre, che ha spiegato nel dettaglio tante proposte: "Squadra composta da persone competenti"

Tempo medio di lettura: 7 minuti

Oltre Luino, anche Laveno Mombello il prossimo 20-21 settembre andrà alle elezioni, nelle quali verrà eletto il successore di Ercole Ielmini. Quattro le liste che hanno avviato la campagna elettorale in questi giorni e che stanno incontrando i cittadini per parlare di contenuti e del futuro del paese.

Il “Centrosinistra” si ricandida affidandosi all’attuale vicesindaco Paola Sabrina Bevilacqua, mentre dall’altra parte il centrodestra si propone con la lista “Il domani inizia oggi – Trezzi sindaco con il centrodestra e indipendenti” con Andrea Trezzi. La terza squadra è “Idea Lista”, che candida sindaco Giancarlo De Bernardi, e a chiudere l’elenco è la lista “Civitas” per Laveno Mombello che si è presentata agli elettori guidata da Luca Santagostino.

Santagostino, che tiene a sottolineare la totale estraneità alle lotte di partito, ha costruito la sua squadra a partire da fine 2019, quando ha coinvolto una quarantina di persone per iniziare a parlare di criticità e di idee da proporre a tutti i cittadini. Il programma, di una quarantina di pagine circa, affronta le tante tematiche che interessano Laveno Mombello e le sue frazioni, guardando nel dettaglio allo sviluppo e al futuro del paese.

Per questa ragione, avviando un ciclo di interviste con i candidati sindaci lavenesi, abbiamo voluto ascoltare Luca Santagostino, al quale abbiamo sottoposto numerose domande.

Come mai ha deciso di candidarsi a sindaco di Laveno Mombello?

Venticinque anni ho fatto un’esperienza di due anni di amministrazione a Laveno Mombello, che mi hanno permesso di fare delle cose importanti. Oltre a questo, poi, ho 25 anni di consulenza per la pubblica amministrazione anche in realtà molto grosse come la Provincia di Bologna, la Regione Val d’Aosta e il Comune di Padova. Ho visto dall’interno l’organizzazione, le difficoltà e le opportunità di sviluppo, senza dimenticare quanto sia fondamentale conoscere i ruoli che gli amministratori devono avere. Questo ha fatto si, già da un po’ di tempo, che volessi iniziare questa avventura, vedendo le condizioni in cui versa Laveno.

Vale a dire?

La politica e i partiti precludono la possibilità a personalità civiche con competenze di partecipare. Così, circa nove mesi fa, in modo del tutto trasversale, abbiamo iniziato a raccogliere persone con competenze specifiche… architetti, urbanisti, ingegneri, esperti di comunicazioni, di politiche sociali, sport, cultura. Abbiamo messo insieme una quarantina di persone, tra le quali ne abbiamo scelte tredici. Abbiamo elaborato quarantuno pagine di programma, un documento ricco e concreto, con un timing ben preciso dei progetti (nove mesi, un anno e obiettivi di mandato, ndr). Insieme a questi, poi, abbiamo inserito anche alcuni obiettivi oltre mandato. La società lavenese è complessa e il Comune è impensabile da riuscire a cambiarla in cinque anni di mandato.

Da dove nasce il nome della lista “Civitas”?

Non lo abbiamo scelto a caso: esprime lo stato giuridico dei cittadini che sono dei soggetti di diritto ma anche di doveri. Il diritto, del cittadino, di essere amministrato al meglio e nell’esclusivo interesse della collettività; il dovere, dell’amministrazione pubblica, di operare in maniera trasparente e con responsabilità civica a tutela degli interessi della società senza interessi di parte e condizionamenti che, inevitabilmente, vincolano l’agire politico. Rappresenta il significato dell’impegno e la missione che la futura giunta si è data; garantire al cittadino un paese pulito, ordinato, sicuro, solidale con chi ne ha bisogno e che offra nuove opportunità di lavoro. Lavoro che può essere creato, prima di tutto, attraverso la promozione e la valorizzazione del territorio, la realizzazione di progetti culturali e di svago per ogni fascia d’età che, caratterizzando in maniera duratura e non estemporanea e sporadica il nostro Comune, facciano godere al cittadino e al turista il cielo, la montagna, l’acqua e la terra di cui facciamo parte.

Però poi bisogna fare i conti con i fondi da recuperare, sopratutto in periodo difficile come quello che stiamo vivendo…

I fondi si possono trovare, nel nostro programma è tutto spiegato. Per ogni progetto, infatti, abbiamo dettagliato modi e spese, con l’ambizione di organizzare e razionalizzare la struttura, prendendo decisioni su quanto investire, anche in riferimento ai bandi. Vogliamo stimolare la popolazione per creare una public company, nella quale sono i cittadini ad investire, decidendo liberamente chi deve gestire la società. Si tratterebbe di fondi da utilizzare solo per una vocazione turistica. Ci sono 3500 famiglie, ognuno potrebbe donare 50 euro alla società che partirebbe da un budget di 150mila euro. Si potrebbe indebitare e realizzare progetti, gli stessi che andrebbero a creare profitti e si potrebbero reinvestire per altro. Proprio in questo periodo è fondamentale rendere efficienti gli enti locali per questo pensiamo anche ad unirci con gli altri Comuni limitrofi per condividere iniziative. Vogliamo creare un ufficio turistico ad hoc, che possa creare un brand e un’identità, sviluppare il marketing e la gestione di rete di operatori del territorio per itinerari turistici.

Quali sono le problematiche e le criticità che, insieme alla sua squadra, avete riscontrato elaborando il programma elettorale? 

Ogni cittadino si aspetta dal proprio Comune decoro pubblico, manutenzione del verde, sicurezza e sostegno sociale alle persone in difficoltà. Oggi l’emergenza Covid è solo una parte del problema, al quale bisogna dare risposte concrete. Le persone da anni si aspettano un reale sviluppo turistico, ma non con idee di 35-40 anni fa. Il pubblico deve investire su impianti e su strutture, ma non lo si può fare con manifestazioni sporadiche di un solo giorno. È necessario farlo con iniziative che diano opportunità ai cittadini nell’arco di un anno e per 4-5 giorni ai turisti.

Quali le priorità che andrete ad affrontare una volta eletti. In che modo?

Come detto prima punteremo sulla public company, ma abbiamo altri progetti in mente andando a riorganizzare parte delle risorse comunali. Alcuni problemi non costano nulla e sono le associazioni a chiederli di farli, noi dobbiamo dar loro solo le opportunità adeguate per realizzarli.

Ad esempio? 

Uno dei nostri punti è quello di realizzare una pista ciclopedonale tra Laveno e Cerro, partendo dal Gaggetto. Pulmini e trenini non hanno costi sostenibili, mentre la pista ciclabile potrebbe sorgere su una corsia della strada provinciale, che vedrebbe modificare la viabilità in un’unica direzione. Da Cerro a Laveno, invece, si passerebbe attraversando la località Chiso. Si tratta di un’iniziativa che non costa nulla, ma consentirebbe di valorizzare le spiagge lungo la strada e di realizzare un chiosco con servizi per i bagnanti. Una cosa semplice da fare, a partire da giugno prossimo.

Abbiamo letto che anche avete in mente modifiche anche per l’area Gaggetto e che volete realizzare diverse aree pic-nic sul territorio…

Vogliamo creare una spiaggia artificiale con ombrelloni, sdraio, un chiosco, campi da beach volley e foot volley. Abbiamo già contattato un’azienda che è interessata ad avviare il noleggio di bici e monopattini, per una gestione legata al periodo estivo. Sarebbe un punto fondamentale da sfruttare, anche perchè a Laveno arrivano persone in ogni modo, non solo in auto, ma anche in treno e traghetto. Le aree pic-nic che abbiamo in mente, invece, sparse per tutto il territorio di competenza, sono attrezzate con tavoli e griglie e daremo la possibilità a chi vorrà usufruirne di prenotare i servizi attraverso i QR Code. Tutto dovrà essere riciclabile e sostenibile. Vogliamo collaborare con i commercianti in questo senso, dando in gestione i chioschi, senza dimenticare di coinvolgere le associazioni che vorranno gestire questi servizi, compreso il delivery. Vogliamo dimostrare che attraverso uno sviluppo del turismo intelligente si possano gettare le basi per creare opportunità di lavoro.

E come gestirete la manutenzione? In che modo queste aree saranno “controllate”?

Tutte le aree comunali se non sono tenute in modo adeguato non sono frequentate, bisogna compiere la manutenzione periodicamente. L’idea è quella di affidarle alle associazioni. Uno dei nostri obiettivi principali, inoltre, è quello di rinnovare gli impianti di videosorveglianza, i cittadini ci tengono. Il decoro pubblico e l’evitare le devastazioni di vandali sono importantissimi. Per questo, d’accordo con la stazione dei carabinieri di Laveno, saremo pronti ad affidare loro la rete di telecamere per un controllo h 24 e sette giorni su sette.

AlpTransit, invece, è un’opera che andrà a rivoluzionare interamente urbanisticamente la città. Quale idea vi siete fatti del progetto?

Su questo tema invito caldamente i cittadini a leggere il nostro programma. Non tutti conoscono le conseguenze di questo progetto per il nostro paese. Abbiamo dedicato all’argomento una pagina e mezza. Leggendo i programmi delle altre liste, però, ci siamo resi conto che AlpTransit non viene neanche citato, oppure viene detto che è un valore aggiunto. A nostro avviso stravolgerà completamente la fruibilità del nostro territorio. Oltre alla chiusura a fondo cieco di via Labiena, verrà chiuso definitivamente il passaggio a livello della Nord, non solo per pedoni ma anche per i veicoli. Tutto il traffico sarà direzionato sul fronte lago per raggiungere Cerro da Laveno. Siamo contrari a questo progetto in questo modo, dire che è bello ce ne vuole. Non garantiamo ai cittadini la possibilità di vedere qualcosa di diverso, ma il nostro impegno sarà quello di mitigare il più possibile le conseguenze.

Un altro argomento da campagna elettorale è senza dubbio il coinvolgimento dei giovani, rendendoli così protagonisti della loro quotidianità e di eventi o iniziative dedicate a loro. Avete in mente qualcosa?

Abbiamo pensato a creare il consiglio comunale dei giovani, con un regolamento apposito. Consentirà ai giovani, attraverso votazioni a “suffragio universale” di eleggere il loro sindaco e i loro consiglieri. Indicativamente la fascia di età sarà tra i 15 e i 25 anni. Solo così i nostri ragazzi saranno responsabili, mentre valuteranno le proposte del consiglio comunale su temi di loro interesse. Ovviamente il parere sarà consuntivo, ma potranno proporre iniziative e gestire progetti. Vogliamo promuovere l’attività sociale anche in questo modo, coinvolgendoli direttamente. In altre zone sono stati fatti esperimenti di questo tipo e noi abbiamo già chiesto a Regione Lombardia. In caso di vittoria non ci saranno problemi nel realizzare quanto previsto.

Cosa pensa delle altre liste che concorrono con voi per amministrare Laveno Mombello?

La nostra filosofia è quella di guardare solo ai nostri valori, non ci esprimiamo nei confronti degli altri. Fondamentale è che i cittadini si informino, guardino i programmi e le competenze professionali dei candidati. Dopo aver fatto questo valuteranno chi votare, secondo loro coscienza, come si suol dire.

Come immagina Laveno fra cinque anni?

Sono convinto che Laveno abbia perso tantissimo e che sia dietro ad altri Comuni della zona di tutto il lago Maggiore. L’augurio è che possa riprendere il cammino verso un reale sviluppo turistico. I nostri progetti e e le nostre competenze credo che renderanno Laveno diversa, dando opportunità di reddito alle persone che ci vivono. Penso sia fondamentale intraprendere questa strada, è importante per il futuro.

Il primo incontro del gruppo “Civitas”, insieme a commercianti ed associazioni, nel quale verranno presentati i candidati consiglieri ed il programma, con l’obiettivo di discutere del futuro del paese, si terrà venerdì 4 settembre. Per ulteriori informazioni o aggiornamenti questa è la Pagina Facebook della lista.

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