Luino | 4 Agosto 2020

Lavori ai viadotti tra Luino e Maccagno, pescatori sul piede di guerra per il rischio sversamenti

Sfogo dell'associazione dell'alto Verbano per il coinvolgimento della rete fognaria nelle operazioni, con passaggio dei liquami in acqua. "Non basta rimandare"

Una struttura di sostegno su un tratto di strada verso Colmegna, il sindaco scrive ad Anas
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Che sia tra poche settimane o a fine settembre non fa alcuna differenza: “Nessuno sversamento nel lago, nemmeno per un secondo“. Per l’associazione sportiva dilettantistica Pescatori Alto Verbano, la prospettiva di dover assistere allo scarico di liquami nelle acque del Verbano, per diversi giorni consecutivi, come conseguenza inevitabile dei lavori di riqualifica sui viadotti della SS394 tra Maccagno e Luino, ha del clamoroso.

Nelle scorse ore due amministratori luinesi – il sindaco Andrea Pellicini e il capogruppo di minoranza Franco Compagnoni – si sono detti particolarmente preoccupati per il danno ambientale e di immagine, tanto da aver auspicato un rinvio delle operazioni a fine stagione, considerando che Anas – responsabile per l’opera di riqualifica in corso sulla strada statale – ha inquadrato come “atto dovuto” il bypass della rete fognaria. In altre parole, il passaggio fa parte della tabella di marcia e non può essere saltato.

Tolti i due singoli interventi individuali, il Comune di Luino che posizione assume rispetto alla notizia? Cosa intende fare in qualità di ente pubblico, a tutela dei cittadini e del patrimonio naturalistico che appartiene al territorio? I pescatori partono da questo interrogativo per sottolineare che un problema di tale portata non si risolve posticipando la data di quello che in ogni caso sarà un lasciapassare per un’azione inquinante.

“Se Luino esprimerà pubblicamente e con decisione il suo parere – questo è il ragionamento degli esponenti dell’associazione – gli organi chiamati a giudicare la tipologia di intervento indicata dagli addetti ai lavori, cioè Provincia di Varese e Autorità di Bacino, non potranno evitare di tenerne conto”. Condivisione sul punto, supporto tra amministrazioni locali e vigilanza costante sullo sviluppo della situazione sono poi le linee rilanciate ieri dal capogruppo luinese Compagnoni, ma per i pescatori non basta: quegli sversamenti vanno evitati.

“Forse i promotori dell’idea di sversamento delle fogne nel lago Maggiore dimenticano o ignorano che le acque del nostro lago, oltre ad essere soggette ad una convenzione internazionale – sottolineano i membri dell’associazione in una nota – fanno parte di una riserva MAB di Unesco e gradiremmo sapere se alla Confederazione elvetica e alla Riserva MAB sia stata richiesta l’approvazione al progetto di sversamento di qualche tonnellata di putridume fognario. Siamo però certi che ne saranno preventivamente informati i carabinieri forestali, l’ATS Insubria, ARPA Lombardia e, naturalmente, per la trasparenza da sempre vantata dall’amministrazione luinese, anche i cittadini dei litorali lacustri.

L’intransigenza dei pescatori emerge però definitivamente quando il pensiero va alla peggiore delle ipotesi, l’assenza di alternative allo sversamento. “In quel caso – fanno sapere – sarà nostra cura segnalare il fatto alla stampa estera e in particolare agli enti stranieri per il turismo, primo su tutti il ‘Deutschen Zentrale für Tourismus'”, che tradotto suona più o meno così: nessuno potrà impedire il fattaccio ma in patria i turisti stranieri potrebbero porsi qualche interrogativo sulla scelta della meta per le proprie vacanze.

Chiederemo nome e cognome di chi firmerà l’autorizzazione dei tecnici di Anas, di tutti i funzionari e politici coinvolti, ad ogni livello — sottolineano ancora in conclusione i pescatori -.  Nel dna della nostra associazione, ancora prima della pesca per diletto è presente la tutela delle acque, della salubrità delle sue specie animali e dei suoi frequentatori, che siano turisti o meno, e ci rivolgeremo ad ogni sede istituzionale per il diritto normativo ad avere acque e soprattutto un lago scevro da nefandezze avallate dalle istituzioni locali e da enti pubblici o privati”.

(Foto di repertorio)

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Una replica a “Lavori ai viadotti tra Luino e Maccagno, pescatori sul piede di guerra per il rischio sversamenti”

  1. Rolo ha detto:

    Premetto subito che faccio parte dell’A.S.D. Pescatori Alto Verbano, e che potrei essere considerato di parte, chi è malpensate lo faccia pure ma chi ha anche un solo neurone comprenderà questo mio intervento a proposito del ventilato sversamento di residui fognari di circa 5/6000 persone a Colmegna nel Lago Maggiore.
    1. Perché il fatto dello sversamento è stato sottaciuto e se ne è venuti a conoscenza solo per caso? L’attuale Amministrazione luinese ha forse un timore reverenziale nei confronti di ANAS o certe situazioni non devono riguardare i cittadini?

    2. I tecnici ci dicono che il by-pass è un atto dovuto, per che cosa? Per terminare prima i lavori o anche senza questa temporaneità? Nel primo caso sono certo che la cittadinanza è disposta ad attendere pazientemente come ha fatto fin’ora. Nel secondo caso i tecnici avrebbero già dovuto considerarlo nel progetto e farlo sapere all’Amministrazione comunale e se non è stato fatto allora o è incompetenza o malafede da parte di chi ha taciuto.

    3. Non essendoci eventi catastrofici in corso l’ ”atto dovuto” non ha ragione di essere poiché l’opera da eseguire rientra nella normale attività di ripristino di una cosa esistente, e se viene utilizzato come paravento per fare ciò che si vuole non ha, a mio parere, nessuna validità. Qui la vera catastrofe sarebbe lo sversamento di tonnellate di poltiglia dei cessi privati, magari anche diluita, nel nostro bel lago.

    4. Da voci informali pare che il problema sia nel fatto che il punto di raccolta fognario di Colmegna (che riceve le deiezioni anche da Dumenza e pare altre località) sia più basso di circa 6 mt. della sede stradale dove scorre la canalizzazione verso Luino e non si riesca a farci risalire la “me…lma”.

    5. Siamo nel 2020, è mai possibile che con le moderne tecnologie i geni che hanno studiato tanto svenando i genitori utilizzino metodi dell’età preromanica? Eh si, perché molte delle fognature romane sono ancora esistenti, funzionanti e usate ai nostri tempi!!

    6. Non sono un ingegnere, ma non sarebbe banalmente semplice fare una deviazione a monte di Colmegna (per i reflui provenienti da Dumenza e dintorni) verso il collettore stradale e per quelli di Colmegna mettere una pompa elettrica volumetrica come avviene in altri comuni con dislivelli nella rete fognaria? Forse troppo semplice?

    7. Non essendoci eventi catastrofici in corso l’ ”atto dovuto” non ha ragione di essere poiché l’opera da eseguire rientra nella normale attività di ripristino di una cosa esistente, e se viene utilizzato come paravento per fare ciò che si vuole non ha, a mio parere, nessuna validità. Qui la vera catastrofe sarebbe lo sversamento di tonnellate di poltiglia dei cessi privati, magari anche diluita, nel nostro bel lago.

    8. Da pescatore di lungo corso, anche con passate esperienze antibracconaggio, sono dubbioso ed ho il timore (spero resti tale) che gli sversamenti possano avvenire nottetempo, magari con deviazioni nel torrente Colmegnino nel quale sono stati recentemente immessi 53.000 avannotti di trote fario autoctone. Tanto poi, come al solito, si darà la caccia ad ignoti inquinatori…

    9. Come mai tutti i candidati sindaci, ad esclusione del Dott. Compagnoni, ancora non dicono nulla a tale proposito? Eppure tutti in campagna elettorale parlano del lago!

    10. La cosa che mi lascia infine perplesso è la totale assenza, su questa situazione, delle associazioni ambientaliste come Legambiente, WWF, Greenpeace, Verdi, Italia nostra, Salviamo il paesaggio, ecc. Eppure sono certo che anche loro sono venute a conoscenza della nefandezza che potrebbe accadere.

    Cordiali saluti a tutti.-
    Rolando Saccucci

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