Luino | 3 Agosto 2020

Luino-Maccagno: probabile accelerata sulla fine dei lavori ai viadotti, ma spunta l’allarme sversamenti

Statale libera prima dell'estate 2021 con l'incremento dei cantieri, ma preoccupa il previsto bypass della rete fognaria. Compagnoni: "Rinviare a fine stagione"

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L’esito di un recente incontro tra i tecnici di Anas e gli amministratori di Luino e Maccagno ha aperto scenari incoraggianti rispetto alla conclusione del lungo e complesso intervento di sistemazione dei viadotti lungo il tratto di strada statale 394 che collega i due paesi lacustri.

Oltre nove milioni di investimento – per un’opera che ha origine da una segnalazione dei cittadini -, una modifica impattante per la viabilità della direttiva – di importanza strategica per tutto il Verbano orientale – e delle tempistiche che ora, grazie a quanto emerso dal tavolo di confronto tra le parti, giungono ad un decisivo punto di svolta, a lungo richiesto nelle sedute del consiglio comunale luinese dopo l’avvio delle operazioni lo scorso settembre.

La conclusione dell’intervento, nella prospettiva di chi lo dirige, passa da fine ottobre a fine maggio 2021, giusto in tempo per salvare la prossima stagione estiva, se quanto stimato dovesse effettivamente concretizzarsi mediante la già prevista azione di raddoppio delle aree cantiere che, come riportato ieri dal quotidiano La Prealpina, porterà alla svolgimento in contemporanea dei lavori nei tre lotti mancanti (ad oggi lo stato di completamento è calcolato attorno al 33%).

Accanto alla buona notizia è però sorta contestualmente una preoccupazione che rischia di adombrarla. E’ quella per una specifica sui lavori che porterà ad un movimento operativo dato già per certo, il bypass della rete fognaria (tra la frazione di Colmegna e la città) che provocherà inevitabilmente e per circa una settimana lo sversamento del contenuto nel lago Maggiore. Un danno ambientale e di immagine che in un momento come questo – con la complicata estate post emergenza in corso – è assolutamente da evitare. Così si è espresso nelle scorse ore, tramite le pagine de La Prealpina, il sindaco di Luino Andrea Pellicini.

Concetto ribadito oggi dal capogruppo de “L’Altra Luino”, Franco Compagnoni, che punta l’attenzione sul ritorno dei turisti e sulla riscoperta valorizzazione delle seconde case anche per quanto riguarda tanti cittadini tornati a soggiornare lungo la fascia di lago del territorio. Se l’intervento alla fognatura è inevitabile – questa la linea del capogruppo – è allora opportuno limitarne l’impatto agendo sulle tempistiche.

“Faccio appello in particolare alla sensibilità del sindaco di Maccagno, Fabio Passera, che è anche presidente dell’Autorità di Bacino del Lago Maggiore – sottolinea Compagnoni – e che sono certo abbia ‘piena contezza’ della crucialità della situazione. Fatico ad immaginare, ad esempio, che possa subire attualmente una decisione del genere davanti all’area del Parco Giona di Maccagno, magari già a fine agosto o ai primi di settembre. Sono sicuro che, pur non essendo la zona interessata nel suo comune, concorrerà parimenti in condivisione protettiva, evitando di decretare uno scempiale danno turistico così forte a stagione in corso”.

Per il via definitivo alla temuta procedura, prima della fine dell’estate, manca ancora il sì fondamentale degli organi competenti, Provincia di Varese e, appunto, l’Autorità di Bacino.

“Avverto il dovere di far sentire una consistente voce preoccupata a difesa di un settore per noi così peculiarmente strategico e soprattutto dell’ambiente – ribadisce in conclusione Compagnoni -. Inoltre situazioni di questo tipo, pur competendo decisionalmente a figure tecniche ed istituzionali, non possono non essere ben portate a conoscenza anche di altri addetti ai lavori e soprattutto alla nostra popolazione“.

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