Porto Ceresio | 30 Luglio 2020

Porto Ceresio, “Abbiamo un sindaco di minoranza”: polemiche in Consiglio dopo la crisi

Passano assestamento di bilancio e piano delle opere pubbliche, critiche dal gruppo "Continuità e Rinnovamento". Le parole della sindaca Jenny Santi

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Irrompono in consiglio comunale gli effetti della recente crisi di giunta che ha interessato il Comune di Porto Ceresio, dopo le defezioni del vice sindaco Marco Prestifilippo, del consigliere Monia Casale e dell’assessore Franco Pozzi, che hanno minato la stabilità della maggioranza guidata dal sindaco Jenny Santi, chiamata martedì alla prova della prima assemblea dopo il terremoto politico di inizio mese.

“La situazione di grave crisi ha fatto emergere la figura di un ‘sindaco di minoranza‘ – fa sapere il gruppo consiliare “Continuità e Rinnovamento” attraverso una nota firmata dai consiglieri Carcello, Giovati, Renon, Basile – infatti su tredici votanti, i dodici consiglieri più il sindaco, la prima proposta ha avuto sei voti (cinque più il sindaco), quattro contrari, ovvero i nostri, e tre astenuti. La seconda ha avuto cinque voti a favore (quattro più il sindaco), i nostri quattro voti contrari e quattro astenuti”.

Il riferimento dei consiglieri di minoranza va ai due punti al centro dell’ordine del giorno, l’assestamento di bilancio e il piano delle opere pubbliche, approvati entrambe al limite, mentre non ha superato la prova del voto il protocollo di intesa con le ferrovie, bocciato dal consiglio comunale con otto voti contrari e cinque a favore.

Gestioni troppo onerose, pochi fondi e cifre inadeguate per questioni fondamentali per la collettività: queste le motivazioni del gruppo che poi entra nello specifico partendo dalla contrarietà espressa sul bilancio: “Ancora oggi, non essendo stata recepita alcuna delle critiche espresse, il sindaco persegue con le scelte fatte in precedenza, secondo un criterio/non criterio privo di visione oltre che di concretezza nel definire la scala delle priorità, nonostante l’inserimento in bilancio di una enorme cifra derivante dall’avanzo di amministrazione”.

In particolare, secondo la minoranza, sono troppi i soldi dedicati alla ristrutturazione e alla manutenzione degli immobili, “in maniera più indeterminata e con cifre cumulative, così che non conosciamo bene la somma destinata ai singoli interventi. Proprio nell’ultimo consiglio avevamo parlato dei numerosi immobili comunali che prosciugano il bilancio, ma oggi troviamo tra le proposte l’acquisizione di nuovi immobili”. Sulle strade la valutazione non cambia: “Troviamo in bilancio una maggiore cifra destinata alla manutenzione straordinaria ma essa è insufficiente e questa volta cumulativa e più indeterminata, così che anche per le strade non sappiamo bene quali interventi su quali strade, con il rischio dell’improvvisazione e di interventi a pioggia”.

Discorso opposto, invece, per quanto riguarda i 350mila euro, divisi in due anni, che serviranno alla realizzazione del pavimento sintetico del secondo campo sportivo di Porto Ceresio, altro tema che ha contribuito ad alimentare il lungo dibattito – più di quattro ore – in consiglio. “Si tratta di fondi veri e sicuri – sottolinea ancora la minoranza nella nota – i fondi dei frontalieri. Ancora una volta ignorata la scala delle priorità. Un intervento del genere semmai andava promosso con un progetto finanziato da altri enti, ma non con fondi propri, con tutti i problemi che abbiamo”.

Critiche all’indirizzo dell’amministrazione sono infine giunte in merito alla mancanza di progetti specifici per le periferie, per la fogna di via dei Ronchi, per la nuova piazzola ecologica, per la sicurezza dei pedoni tra marciapiedi, semafori e barriere architettoniche (“tema completamente dimenticato”). La conclusione, dal punto di vista di “Continuità e Rinnovamento” è che tutte le osservazioni fatte trovano riscontro nella cifra emersa dall’avanzo di amministrazione: 503mila euro. Soldi non spesi per carente programmazione? Lavori non fatti? In ogni caso soldi dei cittadini “che pagano le tasse e che anche quest’anno, nonostante le risorse a disposizione maggiori che in passato, sono chiamati a pagare il massimo dell’Imu”, concludono i quattro consiglieri di minoranza.

Sul versante opposto non nasconde l’amarezza per l’esito delle votazioni in assemblea il sindaco Jenny Santi: “Avrebbe dovuto prevalere l’interesse per la collettività e il territorio, ma così non è stato. Dispiace molto per quei voti negativi che hanno portato in superficie soltanto un interesse politico e partitico. Veniamo da un periodo molto complesso e il mio appello alla responsabilità, tolto il passaggio sull’approvazione di punti fondamentali come il bilancio e il piano delle opere pubbliche, è in parte caduto nel vuoto. Certe critiche, con tutto quello che è successo, sono ingiuste, come ad esempio quelle relative alla cura del verde. Il centro per l’impiego bloccato a causa del Covid ci impedisce di chiudere le pratiche per l’assunzione di un secondo operatore e con un solo operaio è davvero complicato controllare tutto. Non mi vergogno a raccogliere personalmente i mozziconi da terra – afferma in conclusione il sindaco – il mio ruolo a tempo pieno ruota attorno a tutte le esigenze del territorio, fin da principio. E i valori di autonomia e libertà, per quanto concerne le posizioni dei miei collaboratori, non sono mai venuti meno”.

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