L’aria di un piccolo borgo di provincia in cui si respira ancora quell’atmosfera quieta che riporta un po’ indietro nel tempo, con gli anziani che si ritrovano al bar del paese e si scambiano battute in dialetto lungo la strada: Sangiano, adagiato ai piedi del Picuz, poco meno di 1500 abitanti, è il luogo che ha dato i natali al Premio Nobel Dario Fo e che oggi è guidato da un’amministrazione perlopiù giovane e molto unita, capeggiata dal sindaco Matteo Marchesi.
Giunto all‘ultimo anno di mandato, il primo cittadino – che è anche consigliere provinciale con delega a Cultura e Turismo – guarda con soddisfazione a quanto fatto in questi quattro anni per la comunità e punta già lo sguardo verso l’orizzonte del 2027, quando i sangianesi verranno chiamati alle urne per rinnovare il consiglio comunale.
Una ricandidatura, quindi? Sembrerebbe proprio questa l’idea di Marchesi, che ha tutta l’intenzione di proseguire il lavoro svolto sin qui insieme al gruppo che lo ha accompagnato nella sua prima esperienza da sindaco e a qualche nuovo innesto nella squadra che «dopo cinque anni – sostiene – è necessario».
A trent’anni, età che lo posiziona senz’altro tra i sindaci più giovani del Varesotto, Marchesi ha una visione ben chiara di come amministrare il paese: «In questi anni – spiega – ci siamo concentrati sul cambiamento». Un cambiamento caratterizzato da diverse opere di riqualificazione di edifici comunali dal punto di vista energetico e infrastrutturale, ma non solo. Buona parte del rinnovamento, infatti, è passato attraverso il turn over del personale che, tra pensionamenti e nuove assunzioni, ha visto abbassarsi l’età media, contribuendo anche ad aggiornare l’ente dal punto di vista organizzativo.
Tramite un bando del Ministero dell’Interno, l’impianto di videosorveglianza è stato rifatto e ammodernato, mentre la ristrutturazione ha interessato il municipio, le scuole, Villa Fantoni e il campo sportivo. Quest’ultimo è stato messo a norma dopo anni grazie ai fondi del PNRR e l’obiettivo è quello di terminare entro l’estate la gara di affidamento della gestione a una società sportiva per renderlo nuovamente fruibile dalla cittadinanza.
Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato fondamentale anche per gli interventi sulla sede del Comune, per trasportare tutta la centrale dati in un cloud e per parte di Villa Fantoni, il bene principale che l’amministrazione ha tenuto particolarmente a riqualificare e per il quale è stato essenziale anche un contributo di Regione Lombardia.
La Villa, che ospita diverse associazioni di Sangiano, tra cui la Pro loco, accoglie nel suo parco grandi e piccini per i numerosi eventi che vengono organizzati durante l’anno o semplicemente per pause gioco o relax. La parte bassa dell’ampia area verde che circonda l’edificio costruito tra Ottocento e Novecento è stata già sistemata e, nel 2026, è previsto un ulteriore intervento sulla parte alta, che permette di accedere direttamente al sentiero che conduce al Picuz.
Campo sportivo e parco di Villa Fantoni rientrano fra le priorità che Marchesi si è posto in questa fase, insieme al piano asfalti: un corposo investimento da 200mila euro che vedrà lavori di rifacimento del manto stradale su pressoché tutte le vie del paese. «Abbiamo aspettato a concretizzarlo non per arrivare in vista delle elezioni – chiarisce il sindaco – ma perché abbiamo voluto attendere la fine di varie opere in corso, andando a individuare un unico fornitore che ci consenta di realizzare l’opera con prezzi congrui e ragionevoli. Una linea, questa, che abbiamo sempre seguito in generale, lavorando in maniera organica e prospettica anche per arrivare ad avere una situazione di bilancio congrua».
Proprio su quest’ultimo punto l’amministrazione ha condotto un ampio e accurato lavoro di controllo di gestione, «magari non molto visibile, ma molto utile per l’ente», che ha portato a un bilancio «più sintetico, semplice da analizzare, con una situazione stabile di cassa, di avanzo e di spesa corrente che – sottolinea Marchesi – ci permette di pensare al futuro guardando non più al cambiamento ma al consolidamento».
L’attenzione alle questioni economiche riguarda anche l’ambito del sociale, per il quale Sangiano non registra una spesa ingente come accade in altri centri del territorio, dove il peso di questo servizio si sente forte sulle casse comunali. Questo «grazie al lavoro di prevenzione svolto negli anni e alla grande attività del Servizio Sociale Associato di Comunità Montana al quale ho aderito e che ho scelto di aiutare. Il Piano di Zona che rappresento – aggiunge il primo cittadino, che guida proprio l’Ambito Territoriale di Cittiglio – ha intercettato un gran numero di contributi negli anni e questo, unito al “tesoretto” di avanzi che abbiamo tenuto vincolato, ci ha permesso di creare un’ampia rete sul territorio che supporta egregiamente, da vicino, famiglie e giovani, persone fragili e con disabilità senza gravare sul bilancio».
Non mancano, comunque, alcune criticità, a partire da un PGT ormai vetusto, per rinnovare il quale, nel mese di aprile, verrà avviato il procedimento necessario. Al centro un paio di temi da risolvere: le aree dismesse e la scarsità di parcheggi. Per quanto riguarda il primo nodo, sono già in corso confronti con gli enti ecclesiastici e con l’associazione a cui appartengono un paio delle strutture in disuso più grandi, sulle quali sono già stati effettuati degli interventi di pulizia e messa in sicurezza, «ma – chiosa Marchesi – occorre dare loro una nuova prospettiva e il PGT è lo strumento corretto per questo».
Per le aree di sosta, la cui mancanza si sente in particolare nel centro paese, dove sono nate e cresciute nuove attività commerciali, si prevede invece di individuare alcuni spazi che potrebbero accogliere non solo nuovi stalli, ma anche fungere da ulteriori luoghi di incontro per la comunità.
Tirando le fila di tutto questo, il giovane sindaco conferma l’intenzione di seguire – qualora i sangianesi decidessero di riconfermarlo alla guida del borgo – una strada legata alla stabilizzazione e al consolidamento, portando a compimento i progetti in atto e immaginandone di nuovi e puntando verso una crescita dell’intero gruppo amministrativo intorno a figure fresche: «Credo fortemente che dieci anni siano più che sufficienti per un sindaco. Nelle mie corde, ora, c’è il completare il percorso che abbiamo iniziato in questo mandato e poi lasciare la palla a qualcuno che porterà con sé ulteriori idee e cambiamenti. La vera sfida, per il 2027, non è tanto quella di rimettere in piedi un gruppo, che già c’è e a cui sono molto grato, ma raccogliere lo stimolo per costruire un nuovo programma di attività e progetti da sottoporre ai cittadini».
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