Luino | 29 Giugno 2020

Il maltempo fa crescere i dubbi su Alptransit: “La politica non comprende la gravità della situazione”

Prendendo spunto dai disagi di mercoledì sera, all'altezza di Tronzano, il Comitato "Bocciamo Alptransit" rilancia su rischi e perplessità rispetto alla grande opera

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata da Valeria Squitieri, presidente del Comitato “Bocciamo Alptransit”, con cui il gruppo prende spunto dai recenti disagi a Tronzano lungo la ferrovia, causa maltempo, per tornare sul tema della sicurezza e delle criticità in funzione dell’avvento della grande opera.

Il Comitato “Bocciamo Alptransit”, che ha appreso in settimana dei vari disagi e problemi creati ancora una volta da brevi ma intense precipitazioni, lungo la linea ferroviaria del progetto Alptransit, lato Costa fiorita, e più precisamente a Pino Tronzano, dove sono rimasti bloccati tre convogli – due merci e uno viaggiatori – esprime il proprio disappunto e vuole portare all’attenzione i rischi che già ora stiamo correndo con questo progetto. Per fortuna questa volta e’ bastato l’intervento dei vigili del fuoco di Luino che hanno scortato il treno passeggeri fino alla stazione di Pino-Tronzano per risolvere la situazione.

La causa pare sia stata la caduta di piante a causa di un temporale, che e’ stato forte, ma non uno dei peggiori tra l’altro. La domanda e’ molto semplice quanto scontata: cosa dobbiamo aspettare prima che la consapevolezza e il buon senso possano arrivare a coloro che hanno deciso e a quelli che hanno accettato il passaggio di un centinaio di convogli merci al giorno? E a oggi sappiate che non siamo ancora a regime perché il carico, secondo il progetto, andrà ad aumentare fino a raddoppiare per numero di treni merce, almeno già dall’inizio del 2021, su questa che definire fragile linea ferroviaria sembra il minimo.

Il presidente del Comitato “Bocciamo Alptransit”, Valeria Squitieri, e tutto il gruppo fanno sapere che sono  furiosi e increduli rispetto al fatto che hanno sollevato in passato, più volte sui giornali, negli incontri con le amministrazioni locali, direttamente  al sindaco di Luino Andrea Pellicini e all’assessore ai Trasporti  Alessandra Miglio, la gravità della situazione e la pericolosità del passaggio dei treni merci che, con il progetto elvetico Alptransit, diventeranno numerosi, più lunghi e pesanti.

Il Comitato ha sempre espresso una posizione sfavorevole, non al progetto in sé, ma bensì al passaggio sul versante Zenna-Sesto Calende che, in molti tratti, presenta le caratteristiche di un territorio ad alto rischio idrogeologico. Oggi un temporale mediamente forte, e domani? Se dalla caduta alberi o dallo smottamento di questo terreno, che a dire dei geologi, e’ friabile in alcuni punti, dovesse deragliare un merci contenente materiale pericoloso sarebbe la catastrofe, considerando che i bravissimi vigili del fuoco di Luino non hanno a disposizione strumenti, materiale e formazione idonea per intervenire in caso di fuoriuscita di gas o liquidi infiammabili e/o letali, e solo le unita’ specializzate con tute e addestramento da NBCR potranno intervenire.

Fa ancora tanta rabbia il silenzio-assenso delle istituzioni locali, alle quali sembra non interessare e non destare preoccupazione il continuo ripetersi di episodi che indicano, senza ombra di dubbio, che il rischio che prima o poi “non andrà tutto bene”, a differenza di oggi, si manifesterà. E allora cosa diranno, che non potevano prevederlo?

Ci sembra che di avvisaglie ce ne siano state negli ultimi due anni, e hanno indicato che la linea ferroviaria non è proprio sicura. Fa rabbia anche il tentativo di sminuire e minimizzare da parte di chi ha accettato “passivamente” questo accordo senza chiedere/pretendere una forte contropartita. Delude vedere il soprassedere dei politici su temi “cocenti” che riguardano l’incolumità dei cittadini e il pericolo di una vera e propria sciagura che, nel caso, sarebbe “una sciagura annunciata” e ciascuno, allora, se ne assumerà la responsabilità civile e penale.

Il presidente del Comitato si chiede ancora perché tanto silenzio in dieci anni, perché non c’e’ stata un’informazione capillare per la popolazione, simulazioni di piani di evacuazione o di ” lockdown” (in caso di sversamento di sostanze per cui non si effettua una evacuazione ma si richiede alla popolazione di chiudersi ermeticamente in casa). E ancora: “Dove sono i mezzi e gli uomini specializzati per questi disastri?”. “A Busto Arsizio”, è stata la risposta. E i mezzi per correre sui binari, il famoso bimodale?

“C’e’, inoltre,  un piano per accedere nelle gallerie in caso accadesse qualche disastro  all’interno di esse?” . “No! le nostre gallerie non hanno possibilita’ di ingresso dall’esterno“.

Speriamo e auguriamoci, quindi,  che non accada mai nulla ma nel momento che dovesse accadere… ci ricorderemo che noi l’avevamo detto forte e chiaro e in più circostanze. Conclusione amara e’ che da Luino, Ispra, Sesto Calende aboliscono i treni passeggeri, meno pesanti e meno pericolosi dei suddetti convogli merci, isolando ancor di più la nostra zona e, cosa non meno grave, sembra non interessarci più di tanto della sicurezza e della tipologia del territorio. E meno male che Luino ha avuto il riconoscimento MAB (Man and the Biosphere, ndr) dall’Unesco, e la nostra zona doveva essere protetta ed esaltata e non svenduta al “miglior offerente”.

Ad ogni modo, il comitato sarà ancora più vigile e attento, segnalerà qualsiasi anomalia e presto si organizzerà per riuscire ad incontrare i vertici di Regione Lombardia, Ministero delle Infrastrutture ed RFI. Noi amiamo la nostra “Costa Fiorita” e non vogliamo venga deturpata e ancor di più isolata a causa del passaggio del corridoio merci Rotterdam/Genova. A dire il vero a Genova vorremmo poterci arrivare tutti con sicuri treni  passeggeri.

Valeria Squitieri

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