Valganna | 17 Giugno 2020

Laghetto di Ghirla, quante incognite per la stagione estiva

Il Comune gioca d'anticipo sui vecchi problemi, posizionando paletti contro i parcheggi selvaggi. Preoccupano assembramenti e gestione dei rifiuti post picnic

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Non saranno le precauzioni da adottare nella lotta a quel che resta del coronavirus a salvare l’Eden della Valganna dai soliti problemi legati alla stagione estiva. E alle regole della buona e civile convivenza.

Attorno all’area del laghetto di Ghirla i paletti per evitare le soste selvagge del weekend, quelle di chi raggiunge la località per una gita fuori porta o per una grigliata, sono già stati posizionati, come riporta oggi il quotidiano La Prealpina. L’amministrazione comunale guidata da Bruna Jardini ha scelto di giocare d’anticipo sull’inizio dell’estate, anche perché i primi campanelli d’allarme in zona si sono già fatti sentire.

Dalla sosta dei veicoli a ridosso della strada statale 233 (con le macchine parcheggiate che in alcuni casi arrivano ad invadere la corsia), si passa alla cattiva gestione degli scarti prodotti durante i picnic. La posa dei paletti a cura di Anas non rappresenterà quindi l’unica soluzione “salva decoro”, dato l’esito delle prime scampagnate in occasione della Festa della Repubblica, nel weekend dello scorso 2 giugno, con i cestini presenti lungo la ciclabile che costeggia il laghetto ricoperti di rifiuti, abbandonati all’occorrenza anche in mezzo agli spiazzi verdi circostanti.

Gli appelli al buonsenso della comunità e dei turisti sono già stati fatti, e molti altri – presumibilmente – arriveranno, per evitare che gli addetti alla pulizia del luogo debbano ricorrere a sfiancanti straordinari da qui a settembre, in virtù della totale avversione di molti ad alcune semplici norme di buonsenso. Tra queste figura anche la necessità di evitare assembramenti, un altro tema caldo sul tavolo degli amministratori di Valganna, che stanno valutando soluzioni per fare fronte ad un flusso di visitatori e utenti dello spazio pubblico destinato ad aumentare ancora con l’inizio vero della stagione.

L’ultima voce, all’elenco delle problematiche fino qui affrontate, riguarda il disagio causato dalle deiezioni all’area aperta. “Con la Comunità montana del Piambello – spiega il sindaco Jardini tramite le pagine del quotidiano locale – abbiamo ragionato di installare dei bagni chimici, ma l’epidemia ha rallentato tutto. Il problema c’è, con deiezioni che spesso creano odori da nausea”.

Foto di copertina © Laura Olivas

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