Lavena Ponte Tresa | 28 Maggio 2020

Revisione dell’accordo Italia-Svizzera sui frontalieri? L’ACIF: “Inopportuno in piena emergenza”

Il presidente Mastromarino: "Ristabilire libera circolazione delle persone e riapertura valichi". I principi sanciti dall'accordo del '74 sono e rimangono centrali

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Non tardano ad arrivare ulteriori reazioni, oltre a quella dei parlamentari del PD Alfieri e Braga, alla missiva che il governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana e il presidente del Canton Ticino Christian Vitta hanno inviato ai ministri dell’Economia di Roma e Berna in merito a una possibile revisione dell’accordo del 1974 sui ristorni dei frontalieri.

È Massimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa e presidente dell’Associazione Comuni Italiani di Frontiera, a esprimere la posizione dell’ACIF nei confronti della situazione delineatasi, affermando in prima battuta che compiere qualsiasi riflessione in piena emergenza epidemica è inopportuno.

La necessità preliminare è, innanzitutto, quella di “ristabilire la libera circolazione delle persone e la completa riapertura dei valichi, come segno di rispetto anche verso i frontalieri”.

Dopodiché, una volta terminata la pandemia, potranno essere riavviati i tavoli di discussione sia sul tema dei ristorni sia su quello più generale dell’economia transfrontaliera. In ultimo, Mastromarino ribadisce la centralità dei principi sanciti dall’accordo del 1974, nel rispetto del lavoro frontaliere e degli impegni in carico ai Comuni di Frontiera.

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