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Milano | 13 Maggio 2020

Fase 2, “Safe working in Lombardia, 500mila euro in più per riapertura delle imprese del settore sportivo”

Aggiunti ulteriori fondi al pacchetto di Regione Lombardia a sostegno di micro e piccole imprese. Mattinzoli: "Aiutare il mondo produttivo è un impegno doveroso."

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La Giunta Regionale della Lombardia ha approvato un incremento di 500mila euro per il bando “Safe Working – Io riparto sicuro”, il pacchetto di aiuti per le micro e piccole imprese lombarde che ammonta complessivamente a 19 milioni e 180 mila euro, di cui 15.700.000 di Regione Lombardia e 3.480.000 delle Camere di Commercio Lombarde.

L’addendum è dedicato al settore sportivo che in Lombardia rappresenta un importante comparto economico, cresciuto del 33% negli ultimi 5 anni. Lo sport regionale genera, infatti, ogni anno oltre 1 miliardo di euro con quattromila imprese attive sul territorio lombardo (un migliaio delle quali solo a Milano) che danno lavoro quotidianamente ad oltre diecimila addetti.

“In questo momento – ha spiegato Martina Cambiaghi, assessore a Sport e Giovani di Regione Lombardia – tutto il settore sta soffrendo, sia per la chiusura prolungata sia per l’impossibilità di essere centro di riferimento di famiglie e giovani lombardi. Siamo intervenuti concretamente per essere pronti alla ripartenza già dalle prossime settimane, quando sarà possibile farlo. Abbiamo voluto creare un finanziamento ad hoc per le imprese del settore sportivo. Il nostro obiettivo è dare un segno di vicinanza a tutto il mondo dello sport con aiuti tangibili che possano permettere di riaprire in modo sicuro e veloce”.

Aiutare tutto il mondo produttivo – ha dichiarato Alessandro Mattinzoli, assessore regionale allo Sviluppo economico – è oggi un impegno ancor più doveroso, perché l’emergenza sanitaria sta diventando anche economica. Creare quindi le condizioni per una riapertura in sicurezza significa dare una boccata di ossigeno a tutte le nostre imprese”.

L’intero provvedimento riguarda, oltre al già menzionato settore sportivo, i settori del commercio al dettaglio, dei pubblici esercizi (bar, ristoranti), dell’artigianato, del manifatturiero, dell’edilizia, dei servizi, dell’istruzione. L’aiuto consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto fino al 60% delle spese ammesse per le piccole imprese e fino al 70% delle spese per le microimprese. Il contributo è concesso nel limite massimo di 25.000 euro a fronte di un investimento minimo pari a 2.000 euro.

Sono escluse le aziende che hanno proseguito l’attività e quelle che hanno deciso di introdurre il lavoro agile per tutti i dipendenti.

Sono ammesse al contributo le spese per interventi e apparecchiature per la messa in sicurezza sanitaria: macchinari e attrezzature per la sanificazione e disinfezione degli ambienti aziendali; apparecchi di purificazione dell’aria, anche portatili; interventi strutturali per il distanziamento sociale all’interno dei locali; strutture temporanee e arredi finalizzati al distanziamento sociale all’interno e all’esterno dei locali d’esercizio (parafiato, separé, dehors); termoscanner; strumenti e attrezzature di igienizzazione per i clienti; dispositivi di protezione individuale come mascherine, guanti, occhiali; spese di formazione sulla sicurezza sanitaria, etc.

Unioncamere sarà il soggetto gestore e attuatore della misura. A seguito di questa delibera, nei prossimi giorni, sarà emanato un bando.

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