Alto Varesotto | 27 Aprile 2020

Frontalieri e Coronavirus, i paesi dell’alto Varesotto chiedono interventi al Governo

Sottoscritto documento con le richieste dei Comuni di frontiera per la "Fase 2". A firmarlo l'associazione dell'ACIF e le due Comunità Montane del territorio

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L’emergenza Coronavirus, nonostante abbia toccato meno di altri territori la nostra zona, sta mettendo a dura prova tutte le comunità dell’alto Varesotto, a cavallo del confine con il Ticino, non solo per i frontalieri, costretti ad affrontare code e traffico lungo le dogane per andare a lavoro, ma anche per quanto concerne il tessuto socio-economico.

E così, per conto dei Comuni di Frontiera, il presidente della Associazione dei Comuni Italiani di Frontiera (ACIF), Massimo Mastromarino, ha firmato un documento che è stato sottoscritto dai presidenti delle Comunità Montane Valli del Verbano e Piambello, Simone Castoldi e Paolo Sartorio, nel quale sono state inserite le richieste di tutti i Comuni di Frontiera in vista della “Fase 2”.

“A nome e per conto dei sindaci e delle comunità della fascia di frontiera – spiega Massimo Mastromarino -, utilizzando questo mezzo di comunicazione vista la situazione d’emergenza Covid-19, chiedo al Governo che si impegni affinché:

– le autorità elvetiche riaprano i valichi di frontiera ancora chiusi;
– definisca tempi certi per l’apertura delle frontiere almeno dal Canton Ticino per favorire la ripresa commerciale nei Comuni di confine;
– sia garantito un reddito minimo ai frontalieri rimasti senza alcuna forma di sostentamento;
– siano garantite forme previdenziali per i frontalieri colpiti da Covid-19 non coperti da alcuna assicurazione;
– le autorità elvetiche rispettino per i lavoratori frontalieri il protocollo di quarantena e di rientro al lavoro stabilito dal sistema sanitario nazionale;
– le autorità elvetiche vigilino sul rispetto dei protocolli di sicurezza sui luoghi di lavoro oltrefrontiera;
– sia versata al Canton Ticino la somma di 5.000.000 euro per sbloccare i 3.800.000 franchi di ristorni trattenuti, entro il 5 maggio 2020;
comunichi entro il 15 maggio 2020 l’ammontare dei ristorni e versi tali somme entro il 31 maggio 2020 ai Comuni di Frontiera;

Riteniamo indispensabile per la ripartenza dei nostri territori nella Fase 2 testè delineata, avere certezza rispetto ai punti sopraindicati”, conclude Mastromarino.

I destinatari della missiva sono gli onorevoli e i sottosegretari del territorio della provincia di Varese, nonché il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, gli assessori e i consiglieri regionali. 

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