Luino | 24 Aprile 2020

Luino, ok alla realizzazione di un distributore di benzina sul Cucco

L'ipotesi è tornata d'attualità durante l'ultimo consiglio comunale. Dubbi dalla minoranza, Nogara: "Nell'area veniva prodotto un insetticida altamente tossico"

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Il Consiglio comunale di Luino, nella seduta fiume di sette ore di martedì, ha approvato la “Variante PGT”, con cui oltre al nuovo disegno urbanistico che trasformerà interamente le aree centrali, si prevede anche la possibilità di realizzare un nuovo distributore di carburante nella zona del Cucco, in via Gorizia, dove vi è un’area occupata da centinaia di pannelli fotovoltaici.

Già nel PGT del 2013 era prevista la possibilità di installare un distributore nell’area destinata a energie rinnovabili di fronte alla piattaforma ecologica – commenta l’assessore all’Ambiente Alessandra Miglio -. Ora, con la variante del 2019 è stato concesso un potenziamento legato ad un meccanismo di premialità, condizionato al trasferimento di uno dei due distributori oggi presenti in viale Dante a Luino, ferma restando la necessità di avere finalmente un rifornimento a lago per i natanti”.

Quindi, nel caso una delle due ditte presenti sulla litoranea tra Luino e Germignaga avesse in progetto di spostare la sua attività, potrebbe ricevere per il nuovo distributore una più ampia volumetria di costruzione. E questo è stato, insieme ad altri aspetti, oggetto di dibattito da parte della consigliera comunale di minoranza (L’Altra Luino), Enrica Nogara, che è voluta tornare sull’argomento.

“La scorsa settimana il tema era stato affrontato in Commissione Territorio – spiega Nogara -, mentre discutevamo di alcune aree che necessitano una bonifica, come ad esempio l’ex area Ratti (dove vi sono rifiuti di fonderia e amianto, ndr), l’area della stazione, l’ex Visnova e la zona Paü, dove dovrebbe sorgere il campo da golf. Così mi sono permessa di aggiungere quella del Cucco, dove l’amministrazione comunale prevede la realizzazione del distributore di carburante. In questo spazio, infatti, sorgeva una fabbrica che produceva parathion”.

Si tratta di un insetticida e acaricida organofosfato, altamente tossico per gli organismi viventi, compresi gli esseri umani, ed il suo uso è stato vietato o limitato nella maggior parte dei paesi negli scorsi anni, comportando la chiusura dell’azienda luinese. “Non voglio creare alcun allarmismo – continua Nogara -, ma ho chiesto di monitorare e controllare la zona prima di intervenire. Appena insediatami in consiglio, nel 2010, avevo seguito la vicenda, ma non avevo trovato documenti utili, nonostante si dica ci siano fusti interrati e rimossi dopo la chiusura. Sarei contenta se non ci fosse nulla, ma meglio prevenire: lì, infatti, vi sono diversi reticoli acquatici che finiscono nel Margorabbia e nel Tresa e a causa della presenza di parathion il rischio di inquinamento c’è”.

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