Casalzuigno | 15 Aprile 2020

Coronavirus ed Rsa: anche la Valcuvia ha il suo presidio di speranza

Un abitante di Casalzuigno segnala l'esempio virtuoso della Fondazione Longhi e Pianezza. Un racconto che dopo quello del Mons. Comi trasmette ulteriore positività

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Nel dramma delle residenze sanitarie per anziani, dove per la sola Lombardia sono più di 1800 i decessi legati al coronavirus, gli esempi delle strutture che per tempo hanno assunto comportamenti virtuosi, prevenendo efficacemente le conseguenze della pandemia, testimoniano che altre storie e altri scenari sono possibili nella lotta al contagio e accanto al quotidiano report che ne documenta gli sviluppi, spesso legati alla fredda analisi dei numeri e delle curve che si muovono attorno ai parametri di riferimento: casi positivi, pazienti in rianimazione, guarigioni, morti.

Oltre ai dati c’è qualcosa di diverso, che contrasta con lo sconforto generale trasmettendo fiducia. E così, dopo il racconto del percorso di sacrificio e impegno compiuto dal personale, dall’amministrazione e dagli anziani ospiti del Monsignor Comi di Luino, una testimonianza giunta in redazione ci ricorda che anche la Valcuvia ha il suo presidio di speranza, che coincide anche in questo caso con una Rsa.

Si tratta della Fondazione Longhi e Pianezza, che al pari della casa di riposo luinese ha risposto all’emergenza sanitaria bloccando gli accessi e le visite di parenti e famigliari, ma salvaguardando contemporaneamente i contatti con gli stessi attraverso lo strumento delle videochiamate.

I dipendenti, per primi, si sono attivati nel garantire il supporto necessario agli ospiti della struttura, assicurando loro vicinanza e affetto nonostante l’innegabile senso di incertezza e la paura per le notizie provenienti dai tanti focolai, moltiplicatisi rapidamente in tutta Italia, all’interno dei luoghi popolati da soggetti così vulnerabili.

Dobbiamo ricordarci di dire grazie a queste coraggiose persone che ogni giorno con il loro lavoro, senza sosta, tutelano la salute dei nostri cari, permettendoci nonostante tutto di sentirli vicini – afferma l’abitante del paese che ha firmato il messaggio inviato alla redazione -. A loro va tutta la mia stima, insieme ad un doveroso ringraziamento”.

Lo stesso autore del messaggio si rivolge poi alle persone che ancora oggi, incautamente, approfittano di uscite non necessarie per ricercare quella normalità che ancora non possiamo permetterci, esponendo se stessi e gli altri, automaticamente, a pericolose conseguenze.

“Vorrei dire a queste persone – afferma ancora in conclusione l’autore della nota – che ci terrei a poter uscire di casa e ad andare a trovare mia madre al più presto, senza dover prolungare chissà quanto la quarantena, anche a causa della troppa leggerezza di altri”.

Nonostante ciò, i controlli delle forze dell’ordine sul territorio, durante il temuto weekend pasquale, hanno dato riscontri positivi, con un totale di dodici sanzioni elevate su circa quattrocento veicoli fermati.

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