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Società | 30 Marzo 2020

Iniziare a giocare in borsa, ecco i consigli degli esperti

L’arrivo di Internet ha rivoluzionato non solo il mondo della comunicazione, ma anche quello degli investimenti. Ecco cosa vuol dire fare trading online

Tempo medio di lettura: 3 minuti

L’avvento e la diffusione del trading online hanno portato ad una vera e propria rivoluzione del settore: se infatti, fino a qualche tempo fa, gli investimenti richiedevano una frequentazione diretta di intermediari  quali ad esempio banche o promotori finanziari, oggi è possibile comprare e vendere nei mercati di tutto il mondo grazie ad una connessione internet.

Le operazioni a disposizione sono dunque le stesse e rimane inalterata la necessità di figure che colleghino il singolo utente alle diverse piattaforme (i broker). La principale differenza quindi non consiste tanto nel trasferimento dal fisico al virtuale, quanto piuttosto nell’espansione a macchia d’olio del fenomeno.

Grazie alla tecnologie infatti, il trading online è riuscito ad arrivare a migliaia di persone che probabilmente non si sarebbero mai interessati a questa tipologia di investimenti: si è tramutato da attività di nicchia a realtà popolare, con evidenti conseguenze anche dal punto di vista delle strategie e delle scelte. Infatti l’aumento esponenziale del numero degli attori ha anche portato tanta inesperienza in un settore che era abituato quasi esclusivamente ad addetti ai lavori.

Ecco perché, parallelamente alla crescita del trading in quanto tale, in questi tempi si registra una crescita altrettanto forte relativa alla ricerca di tutto ciò che riguardi la guida sul gioco in borsa, in modo che anche i meno esperti possano acquisire tutte le nozioni necessarie per individuare piattaforme sicure e regolamentate alle quali affidarsi.

Investire in azioni e in obbligazioni

Da questo punto di vista la maggior parte delle persone che muovono i primi passi nel trading online deve innanzitutto scegliere in quale tipo di mercato fare i propri investimenti e moltissimi optano innanzitutto per le azioni. Stiamo parlando di semplici microquote emesse dalle diverse aziende, che vengono vendute all’interno di mercati regolamentati e che possono essere negoziate dal lunedì al venerdì.

L’andamento delle azioni è difficilmente prevedibile (si può passare di colpo da periodi di stabilità a fasi di instabilità) ed il loro acquisto è spesso legato ad un mix di conoscenza ed intuizione: gli utenti infatti spesso acquistano azioni di aziende in cui credono, anche in base al singolo periodo e contesto storico, politico ed economico.

Un’altra opzione di grande successo tra gli investitori è rappresentata dalle obbligazioni. A differenza delle azioni, le obbligazioni sono titoli di debito o credito (a seconda che si consideri chi li emette o chi li acquista), emesse da società o enti pubblici: il compratore versa un capitale con il diritto ad un rimborso scadenzato, che sarà ovviamente maggiorato con interessi.

Le obbligazioni possono essere emesse anche da enti statali ed acquistandole si versa subito l’intera somma pattuita: al contrario la restituzione degli interessi avverrà con rate e scadenze regolari, che ovviamente verranno stabilite preventivamente.

Investire in etf e criptovalute

Veniamo ora alla pratica dell’Exchange Traded Fund, anche nota con il semplice acronimo ETF, un termine utilizzato per identificare fondi di investimento che presentano tendenzialmente due caratteristiche principali: il fondo viene negoziato in borsa al pari di un’azione; il fondo è caratterizzato da una gestione passiva ed ha l’obiettivo di replicare il proprio benchmark, ovvero il parametro di riferimento che permette di valutare le sue prestazioni ed il suo andamento nel mercato.

Gli ETF vengono dunque gestiti automaticamente e presentano innanzitutto il vantaggio di avere commissioni piuttosto basse; a ciò si aggiunga che gli ETF risultano spesso molto facili da vendere e permettono di operare in mercati esotici senza tutte le complicazioni ed i costi del caso.

Impossibile non parlare poi delle criptovalute, ovvero di una delle novità più interessanti dell’ultimo periodo: anche note come valute digitali (tra le più celebri basti citare Bitcoin, Ethereum o Ripple), vengono gestite esclusivamente dagli utenti che le acquistano o vendono. La quantità di criptovalute emesse viene regolata dall’algoritmo che le caratterizza e quindi non possono essere prodotte a piacimento: il loro flusso quindi non può essere regolato in alcun modo ed il loro valore nasce dal semplice rapporto tra domanda ed offerta presenti nei singoli mercati.

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