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Milano | 10 Marzo 2020

Coronavirus, emergenza in Lombardia: “Chiudere tutto per due settimane”

L'appello del governatore Fontana e dei sindaci dei capoluoghi: "Sacrificio ora per ripartire il prima possibile". Le cinque Ascom della provincia sensibilizzano i soci

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Negozi chiusi e stop alle attività produttive per due settimane. La proposta di inasprire ulteriormente le misure restrittive previste dall’ultimo dpcm, entrato in vigore da oggi, arriva dal governatore di Regione Lombardia, Attilio Fontana, e dai sindaci del capoluogo, chiamati questa mattina ad un confronto, con lo stesso presidente, avvenuto in videoconferenza.

Dalla Lombardia parte così un secondo appello dopo quello che ha preceduto il nuovo decreto, le cui ragioni – come ha spesso sottolineato l’assessore al Welfare Giulio Gallera nei giorni scorsi – sono legate ai numeri in continua espansione del contagio e all’emergenza sanitaria nelle strutture ospedaliere, in pieno e drammatico corso.

E’ il tempo della fermezza – ha sottolineato Fontana -. Ho incontrato i sindaci dei capoluoghi lombardi e il presidente di Anci Lombardia, chiedono tutti la stessa cosa: chiudere tutto adesso, tranne i servizi essenziali, per ripartire il prima possibile. Le mezze misure, l’abbiamo visto in queste settimane, non servono a contenere questa emergenza”.

Esercizi chiusi, dunque, per tutelare la salute e contenere l’epidemia: gli stessi propositi condivisi dai tanti commercianti del territorio pronti ad appoggiare la causa delle istituzioni tramite Confocommercio Provincia di Varese, in nome del bene collettivo. La decisione è partita dalle cinque Ascom territoriali (Varese, Busto Arsizio, Gallarate, Saronno e Luino), in modo coordinato, e tramite gli enti locali è stata comunicata a tutti i 10mila associati della provincia.

E’ una libera scelta – chiariscono il presidente Giorgio Angelucci e i vicepresidenti di Uniascom Rudy Collini, Renato Chiodi, Andrea Busnelli e Franco Vitella -. Un ulteriore richiamo all’esemplare senso di responsabilità, che in questi giorni non è certo mancato da parte di commercianti ed esercenti. Si tratta di un richiamo alla necessità più che mai impellente di stare uniti, di accettare di compiere un doloroso, ulteriore e necessario sacrificio, utile a sconfiggere questo nemico invisibile e al fine di ripartire nel più breve tempo possibile”.

L’avviso che ogni Ascom fornirà ai propri associati ha come slogan l’hashtag #contrastiamoilvirus, seguito da un messaggio in sei righe: “Questo esercizio non rientrando nelle categorie ritenute di prima necessità o di utilità per le persone a ridotta mobilità, contribuisce a contrastare la continua e drammatica diffusione del coronavirus”. 

Tanti esercizi si sono già organizzati, e altri si aggiungeranno, per garantire la possibilità di acquisto attraverso la consegna a domicilio e la vendita online, con l’obiettivo di garantire comunque un servizio il più efficiente possibile alla collettività, nonostante la difficile situazione che stiamo attraversando.

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