Varese | 6 Marzo 2020

Varesotto a km zero, nel weekend tutti aperti i Mercati di Campagna Amica

Domani appuntamento a Masnago, regolari anche le forniture di ortofrutta, latte e carne, “Ma i tir stranieri sono fermi oltrefrontiera e c’è tanta disinformazione”

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Sono tutti regolarmente aperti i Mercati di Campagna Amica nel Varesotto: l’emergenza Coronavirus non ferma il km zero e, anzi, la presenza delle imprese agricole nei tradizionali farmer’s market intende offrire un servizio utile e importante a tutti i cittadini consumatori, che potranno contare sulla “spesa a filiera corta” anche il prossimo fine settimana.

“I nostri imprenditori agricoli – sottolinea il presidente di Coldiretti Fernando Fiori – sono impegnati a fare la loro parte: nel pieno rispetto delle ordinanze regionali e comunali, continuano il lavoro nelle aziende, stanno garantendo l’apertura degli agriturismi e la vendita diretta dei loro prodotti, in azienda e nei mercati di Campagna Amica. E’ indubbio che la situazione richiede grande senso di responsabilità e attenzione per non mettere in ginocchio l’economia dei nostri territori”.
A Varese, i farmer’s market settimanali sono due: uno nella centralissima piazza Giovine Italia, che si è svolto regolarmente questa mattina, come ogni giovedì. Il secondo è nel piazzale dello stadio di Masnago, ogni venerdì mattina (confermato nella data di domani), mentre a Induno Olona l’AgriMercato si svolge ogni primo, terzo, quarto e quinto sabato del mese nel rione San Cassano.

Non solo: i rifornimenti di frutta e verdura sono garantiti dagli agricoltori con i mercati generali all’ingrosso che funzionano regolarmente nel nostro comprensorio, così come continua la fornitura di carne e latte. “Coldiretti Varese, con i propri produttori, conferma la continuità della produzione e, là dove richiesto, la fornitura dei prodotti agroalimentari del territorio. Le aziende, infatti, sia attraverso la filiera corta di Campagna Amica sia tramite gli accordi di filiera per i trasformati, dalla carne al comparto lattiero caseario fino all’ortofrutta, consentono il prosieguo dell’operatività”.

“Il problema è, se mai, sul fronte dell’export – conclude Fiori – con segnalazioni di tir stranieri che non vogliono entrare nel nostro Paese per timore del virus. In un paese come l’Italia dove l’88 per cento dei trasporti commerciali avviene su gomma – precisa la Coldiretti – la paura che blocca i Tir rischia di paralizzare l’intera filiera agroalimentare che vale il 25% del Pil nazionale”.

Per combattere la disinformazione, gli attacchi strumentali e la concorrenza sleale la Coldiretti ha avviato la prima campagna #MangiaItaliano in Italia e all’estero per salvare la reputazione del Made in Italy, difendere il territorio, l’economia e il lavoro e far conoscere i primati della più grande ricchezza, del Paese, quella enogastronomica e agroalimentare.

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