Varese | 31 Gennaio 2020

Varese: altro che “giorni della merla”, temperature da primavera e rischi per l’agricoltura

Il termometro a 13° smentisce la tradizione dei “giorni più freddi dell’anno" e lunedì si raggiungeranno i 16°, Coldiretti: “Clima impazzito pericoloso per le colture"

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Sono ben di 13 gradi le temperature massime nella giornata di oggi, pieno sole e una “Merla” quantomeno disorientata: nei giorni che la tradizione indica come i “più freddi dell’anno” (quelli, appunto, della “Merla”, tradizionalmente tre a cavallo tra fine gennaio e inizio febbraio) il clima impazzito smentisce anche un proverbio di consolidata saggezza e fa tremare l’agricoltura prealpina.

“Nei prossimi giorni arriveremo a 16 gradi, temperature di piena primavera che potranno ulteriormente risvegliare anticipi di fioriture. Se a questa fase di clima caldo fuori stagione dovesse seguire, come probabile, un calo improvviso della colonnina di mercurio, saranno guai seri” commenta il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori che, in ogni caso, punta il dito contro “variazioni climatiche alle quali il territorio prealpino non è preparato e che, già in questi anni, hanno provocato danni gravi su più fronti: alluvioni, bombe d’acqua, fasi siccitose e, più in generale, un’estremizzazione degli eventi che hanno messo in ginocchio l’agricoltura. Pensiamo all’anno nero vissuto nel 2019 dai produttori di miele, ma anche alle grandinate che hanno devastato campi, serre e strutture. E il 2020 potrebbe riservarci altre brutte sorprese”.

Le anomale temperature miti nei giorni della merla arrivano infatti dopo un 2019 che è stato il secondo più caldo di sempre sul pianeta facendo registrare una temperatura media sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 0,95 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo, con l’ultimo decennio che è il più bollente dal 1880 in cui sono iniziate le rilevazione del Noaa.

L’ondata di temperature anomale di questi giorni sta investendo l’Italia da nord a sud: una “quasi primavera” fuori stagione che ha già provocato fioriture anticipate, ma che espone le piante al rischio di gelate improvvise con il ritorno del freddo e la perdita delle produzioni e del lavoro di un intero anno. Una situazione emblematica dei cambiamenti climatici in corso caratterizzati da una più elevata frequenza di fenomeni estremi con sfasamenti stagionali e rapidi passaggi dalla pioggia alla siccità, dal caldo al freddo. Un meteo pazzo che sta favorendo anche l’invasione di insetti e organismi alieni che distruggono i raccolti con gravissimi effetti sul piano ambientale, paesaggistico ed economico.

L’agricoltura – conclude la Coldiretti prealpina – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con una perdita in Italia di oltre 14 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola nazionale, strutture e infrastrutture rurali.

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