Luino | 2 Dicembre 2019

Luino, piazza Aldo Moro: la rabbia dei residenti arriva in consiglio comunale

Una delegazione di cittadini ha preso parte all'assemblea di giovedì, dove si è discusso del collaudo per il cambio di proprietà. Sgarbi: "Senza non possiamo agire"

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Trentasette anni di attesa per raggiungere la normalità nella gestione degli interventi manutentivi all’esterno del proprio contesto abitativo: un lasso di tempo che di per sé può giustificare la rabbia montata giovedì sera in consiglio comunale a Luino, quando i rappresentanti della delegazione di residenti in piazza Aldo Moro a Voldomino, presenti in aula per assistere alla seduta, sono intervenuti in alcuni passaggi dedicati al caso della piazza, riemerso di recente come abbiamo raccontato alcuni giorni fa.

Interruzioni inopportune, oggetto di richiamo da parte del presidente del consiglio comunale, Davide Cataldo, ma comunque indicative del malumore tornato a galla per l’aggravarsi delle condizioni, già precarie, all’esterno del complesso residenziale costruito nel 1982, tra verde pubblico, stato dei fabbricati e dell’asfalto, più altri disagi vari alla sicurezza di chi quotidianamente vive la piazza.

La vicenda non solo si trascina da parecchio tempo, ma è anche piuttosto complessa. Ruota attorno ad un nodo centrale che, come già spiegato su queste pagine e ribadito ieri dall’assessore Dario Sgarbi, è quello del collaudo, ovvero dell’atto burocratico che sancisce il passaggio di proprietà dal condominio al Comune, con quest’ultimo che solo a quel punto potrà farsi carico di alcuni specifici aspetti della manutenzione.

Un versante che anni fa – era il 2015 – le due parti avevano già deciso di seguire, salvo poi interrompere la trattativa. Esiste però un’altra versione, ed è quella del consigliere di minoranza Pietro Agostinelli, intervenuto in settimana con una serie di quesiti circa la gestione della piazza nel corso del tempo, con perplessità annesse e legate alla gestione stessa e al carattere privato o pubblico del luogo. Per il consigliere, un documento attesterebbe lo status pubblico della piazza e della rampa ad essa collegata (che rappresenta una delle due vie di accesso), ma non risulterebbe protocollato.

“Una volta ottenuto il via libera dopo il collaudo, provvederemo come ente ad eseguire i lavori richiesti – ha sottolineato ancora l’assessore Sgarbi – tenendo bene presente la differenza che passa in questo campo tra possesso e proprietà. Ci sono strutture pubbliche su quella piazza (la farmacia e la sede Anffas) che in quanto tali abbiamo il dovere di mantenere presentabili e accessibili. Quando la pratica sarà chiusa, potremo coprire anche le zone oggetto delle segnalazioni, introducendo inoltre nuove norme“.

Prossimamente, si è appreso ancora dalla seduta, il confronto con i residenti potrà continuare anche tramite le sedute della Commissione Territorio, in parallelo all’attività degli uffici competenti in materia.

“La situazione è complicata – ha ribadito in conclusione il sindaco Andrea Pellicini – i residenti hanno assolutamente ragione. Il mio augurio è che si riesca a definire la questione una volta per tutte entro la fine di questo mandato“.

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