Milano | 22 Ottobre 2019

In Lombardia riconosciute 198 nuove attività storiche e di tradizione, anche a Valganna e Laveno

La Regione ha terminato l’iter di riconoscimento, in provincia di Varese le attività sono 27. L’assessore Mattinzoli: “Riconosciuti anche gli artigiani”

Sono 198 le nuove attività storiche e di tradizione sul nostro territorio. In questi giorni Regione Lombardia, in particolare l’Assessorato allo Sviluppo economico guidato da Alessandro Mattinzoli, ha terminato l’iter per il loro riconoscimento. Questi i risultati suddivisi per provincia: 40 a Bergamo; 28 a Brescia; 10 a Como; 5 a Cremona; 5 a Lecco; 3 a Lodi; 5 a Monza Brianza; 48 a Milano; 26 a Mantova, 6 a Pavia; 9 a Sondrio; 27 a Varese.

Si tratta di un attestato che sostiene tutte le attività commerciali con una storia di almeno 50 anni per preservarne i fattori culturali, sociali, economici e per valorizzarne la spiccata identità anche a favore del territorio di appartenenza.

Le imprese commerciali con le caratteristiche richiese verranno inserite nell’elenco regionale delle attività storiche e di tradizione con questa suddivisione: 128 negozi storici ammissibili alla qualifica di ‘storica attività’; 4 negozi storici ammissibili alla qualifica di ‘negozio storico’; 1 negozio storico ammissibile alla qualifica di ‘insegna storica e di tradizione top’; 37 locali storici ammissibili alla qualifica di ‘storica attività’; 10 locali storici ammissibili alla qualifica di ‘locale storico’; 9 botteghe artigiane storiche ammissibili alla qualifica di ‘storica attività artigiana’.

“Tengo a ricordare un passaggio storico avvenuto nello scorso mese di febbraio – ha dichiarato Mattinzoli – il Consiglio Regionale all’unanimità ha approvato la legge proprio  per salvaguardare e valorizzare le botteghe storiche e artigiane della Lombardia. Quindi, per la prima volta, entrano a pieno titolo anche gli artigiani lombardi che tanto hanno realizzato e realizzano per la nostra regione in Italia e nel mondo intero”.

“Per l’attuazione della norma – ha spiegato ancora l’assessore – sono stati stanziati 900mila euro nel triennio 2019-2021 e quantificate le spese di investimento per l’anno 2021 in 2.500.000 euro. La Lombardia già nel 2009 si è dotata di un Registro regionale dei luoghi storici del commercio, che comprende 1756 imprese lombarde storiche con più di 50 anni di attività, alle quali è stato conferito un riconoscimento identificativo”.

“Con questa legge – ha concluso l’assessore – si è fatto un ulteriore passo avanti: il livello legislativo permette infatti di sostenerle in modo più efficace anche attraverso incentivi, agevolazioni e sgravi fiscali. Ai negozi e attività commerciali già nel Registro regionale dei luoghi storici del commercio si aggiungeranno le altre imprese storiche, che potranno essere riconosciute grazie alla legge regionale approvata”.

La legge regionale consente inoltre alle Amministrazioni locali di concorrere a vedersi riconosciuto il ‘Distretto storico del commercio’, cioè un’area caratterizzata da un consistente insediamento, prolungato nel tempo, di punti vendita, vie, piazze e mercato cittadino, in un contesto urbano omogeneo e continuo, che possa favorire itinerari di visita e fruizione da parte dei visitatori e consumatori. Lo scorso anno venne riconosciuto il primo ‘Distretto storico del commercio’ in Lombardia al Comune di Busto Arsizio (Va).

Di seguito le attività che hanno ottenuto il riconoscimento nell’alto Varesotto:

BISUSCHIO: MOBILI ZILIO (1970), Negozio storico/Storica attività.

LAVENO MOMBELLO: PELLETTERIA BARISI (1965), Negozio storico/Storica attività.

VALGANNA: TABACCHI GIORNALI BAR GOGLIO DAL 1936 (1975), Locale storico/Storica attività.

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