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Luino | 10 Luglio 2019

Luino, al via la rivoluzione dell’area Lido: svelati i primi dettagli

Approvato il piano di fattibilità chiesto dal Comune lo scorso inverno. Continuità con le altre aree, zona sosta, riqualifica ex campo. Le piante verranno rimosse

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Dopo la riqualifica totale di piazza Libertà, e quella del lungolago che si estende lungo tutto viale Dante – che comprende lo storico Palazzo Verbania nella sua nuova veste e poi ancora l’ampia area verde del parco – mancano due tasselli per il completamento dell’ambiziosa opera di valorizzazione urbanistica che ha cambiato nel corso degli ultimi anni l’aspetto di Luino e del suo centro, affacciato sul Maggiore.

Questi tasselli sono rappresentati dal lungolago Carlo Zona e dalla superficie attualmente occupata dall’ex campo sportivo, dall’area dismessa della Ratti e da via Lido, dove è inoltre situato il fabbricato dell’omonima discoteca chiusa nel 2012, ma in attesa di tornare a ricoprire un ruolo di primo piano nella vita della città e dei luinesi.

Con la delibera di giunta risalente a qualche giorno fa, l’amministrazione ha compiuto un altro significativo passo verso il traguardo, quello rappresentato appunto dal completamento del lungolago. Il documento, infatti, certifica l’approvazione di Palazzo Serbelloni rispetto al progetto di fattibilità tecnico economica commissionato allo studio di architettura Enrico Marforio di Arona, di cui avevamo già parlato a gennaio quando il processo era solo in fase di definizione.

Ora, a lavori avviati, sempre in termini di progettazione, trapelano alcuni piccoli dettagli che forniscono comunque un’idea del concetto di “continuità” con il resto della passeggiata, o per meglio dire del sistema “water front”, seguendo il gergo tecnico. Via Lido, uno spazio oggi angusto ed isolato, chiuso tra l’ex fabbrica e la vecchia discoteca, sarà ampliata e ridefinita nella distribuzione degli spazi pedonali e di quelli aperti al traffico veicolare. Verrà poi realizzata un’area di sosta che non intaccherà la vista lago percorrendo la zona a piedi, mentre a proposito della “continuità” sopra citata, il modello di riferimento per illuminazione e arredi urbani sarà quello del parco e di piazza Libertà.

Una menzione a parte va al verde pubblico, visto che il progetto prevede l’abbattimento della piante presenti (che versano in uno “stato conservativo precario”), le quali verranno sostituite con aiuole e altri arbusti. Il tutto in attesa di conoscere le intenzioni di eventuali investitori privati per il rilancio del locale Lido e delle piscine.

A proposito di investimenti e di cifre, la somma messa in conto dal comune ammonta a 500mila euro, con la possibilità di fare leva su un finanziamento regionale – fino a 400mila euro – che potrebbe giungere dal bando “Lombardia to Stay”, a cui il comune ha già fatto ricorso presentando una domanda di partecipazione.

Sempre all’interno del lotto, infine, dovrebbe trovare posto il tanto atteso quartiere nautico, piattaforma che, stando alle parole del sindaco Andrea Pellicini, “darà nuova spinta alle risorse turistiche e sportive sulla nostra sponda del lago”, donando linfa – e forse anche una nuova casa – alle associazioni locali.

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Una replica a “Luino, al via la rivoluzione dell’area Lido: svelati i primi dettagli”

  1. Rolo ha detto:

    I luinesi sono sicuramente lieti di apprendere che finalmente l’area Lido venga riqualificata, ma non si aspettano di certo ritrovare negli arredi urbani l’anonima e soleggiata asetticità senz’anima di Piazza Garibaldi e per di più, ancora una volta senza alberi a ombreggiare, in quanto come leggo si provvederà all’ “abbattimento delle piante presenti (che versano in uno “stato conservativo precario”), le quali verranno sostituite con aiuole e altri arbusti”. Cari amministratori, cos’è stato fatto finora per avere uno stato conservativo quanto meno sufficiente? Ora all’improvviso vi svegliate e ci dite che li abbattete? Questi non sono ammalati o pseudo tali, ma solo conservati male no? Allora datevi da fare e, visto che sono pagati anche con i nostri soldi, dite allo studio aronese di lasciarli nel progetto e all’agronomo incaricato di curarli (o ci verrà come al solito a dire che sono irrimediabilmente ammalati?), se non erro in agosto il ciclo vegetativo delle piante rallenta e di tempo ne avete. Considerato il precedente dell’abbattimento dei platani secolari mi chiedo se i nostri amministratori non soffrano di botanofobia!

    Rolando Saccucci

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