Lago Maggiore | 14 Giugno 2019

Lago Maggiore, “Far conoscere ai ragazzi i rischi in acqua per evitare pericoli e tragedie”

Dopo gli annegamenti degli scorsi giorni, che hanno coinvolto tre giovani, e dopo la preoccupazione evidenziata dai genitori, è Luciano Pezza a raccogliere l'appello

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La tragedia che negli scorsi giorni ha causato la morte prematura di David Yaka, il giovane 17enne spirato dopo esser annegato nelle acque del lago a Caldè, ha innescato grande preoccupazione in tutta la comunità del territorio, soprattutto in tante mamme e papà che, in questo periodo, vedono i propri figli concedersi qualche ora di relax dopo la fine della scuola, andando al lago con i propri amici.

E così, è cominciato a circolare nei gruppi locali di Facebook, un appello volto a spiegare i rischi a cui si può andare incontro in queste prime giornate di caldo estivo e lago, evidenziando le problematiche nelle quali si può incorrere nuotando nelle acque del Verbano, che in tanti anni hanno visto numerose persone perire tra i fondali.

Tre i ragazzini che in pochissimi giorni sono morti in acqua tra il lago Maggiore e quello di Como. Per questa ragione, infatti, sono diverse le amministrazioni comunali che stanno provando ad organizzarsi per prevenire simili e drammatici episodi come quelli avvenuti la scorsa settimana.

Tra loro c’è anche Luciano Pezza che nella giornata di ieri, su Prealpina, ha annunciato di aver aperto un confronto con la sua giunta per fare in modo che la prevenzione venga fatta anche nelle scuole del territorio, rispondendo ad una chiara e specifica volontà dimostrata da tanti genitori. Caldè, infatti, come Maccagno con Pino e Veddasca, è una delle località maggiormente frequentata.

Qualcosa dobbiamo fare – ha commentato Pezza -. Siamo da sempre consapevoli che la bellezza delle nostre spiagge porta al lago numerose persone. Quel triste 5 giugno sono stato a lungo alle Fornaci durante i soccorsi. Sono un genitore anche io, scene del genere penso facciano male a chiunque. Mi sono interrogato con i miei in Comune su cosa ancora sia possibile fare, soprattutto per i più giovani. Senza dubbio, sono state una serie di cause ad aver determinato il triste destino del giovane, ma ora noi non possiamo stare a guardare. In comune, quindi, ci siamo interrogati su che misure mettere in atto”.

“Stiamo considerando la posa di un’ulteriore cartellonistica – continua Pezza su Prealpina -, per spiegare i pericoli. Mercoledì abbiamo deciso di proporre alla scuola primaria e secondaria corsi di Protezione Civile per la conoscenza dei rischi legati all’approccio al lago e sostenere il più possibile i corsi di nuoto ai ragazzi anche se, lo ripetiamo, prima di mettersi in acqua in alcuni punti del nostro bellissimo territorio, è necessario conoscerli. Questa proposta potrebbe essere replicata anche in altri Comuni del territorio facendo conoscere le situazioni di eventuale pericolo lungo tutta la nostra costa perché magari giovani di un paese, come in questo caso, si spostano in un altro”.

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