Castelveccana | 6 Giugno 2019

Caldè, un tuffo che gli ha rubato la vita: addio al giovane David

Grande sgomento e incredulità per i genitori, gli amici e tutti i conoscenti. Sui social network la comunità del Verbano si stringe attorno ai familiari

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Una giornata di caldo, niente scuola e la sana voglia di divertirsi con i propri amici, come è capitato a tutti a 17 anni. Pochi attimi inaspettati, tra la scelta di tuffarsi nell’acqua insieme ai coetanei, da pochi metri di altezza, e quella di aspettarli a riva. La decisione pende sul tuffo, con l’atterraggio in acqua e il sollievo sotto un sole cocente.

Ma qualcosa è andato storto subito dopo, e quello che è successo è stato inaspettatamente tragico e drammatico. Ha perso così la vita David Yaka, il ragazzino di 17 anni residente a Cocquio Trevisago di origini togolesi, dopo esser annegato nelle acque del lago a Castelveccana, nella zona delle Fornaci di Caldè.

A nulla sono valsi i tentativi dei soccorritori di salvare la vita al 17enne. Intorno alle 10.30 erano stati proprio gli amici, di età compresa tra i 16 e i 17 anni residenti nel Verbano e in Valcuvia, a lanciare l’allarme dall’acqua, dopo aver provato a salvarlo, cercando di afferrargli le mani e rischiando di essere risucchiati dalle acque del lago, in uno dei punti che già in passato ha inghiottito drammaticamente altre persone. Non c’è stata nulla da fare.

Così, in poco tempo sono arrivati alle Fornaci i vigili del fuoco del distaccamento di Luino e di Varese, con i sommozzatori da Milano e l’elisoccorso “Drago 82”, insieme ai Carabinieri della Compagnia di Luino, la Polizia Locale e gli operatori della Croce Rossa di Luino e Valli.

Mentre arrivavano anche i genitori in riva al lago, sono iniziate le perlustrazioni dei fondali con gli specialisti del soccorso acquatico dei vigili del fuoco a bordo di un natante e gli uomini della motovedetta dei Carabinieri, mentre i sommozzatori effettuavano in lungo e in largo immersioni dove è stato visto inabissarsi il giovane.

I sub, dopo diverse ore, intorno alle 14, quando ormai sarebbe stato difficile salvarlo, hanno trovato il corpo senza vita del ragazzo a 15 metri di profondità. La salma del giovane è stata successivamente affidata ai genitori; le cause, da attribuire ad una disgrazia, infatti, non hanno condotto l’autorità giudiziaria a disporre l’autopsia sul cadavere.

Grande sgomento per gli amici, che sin dai primi momenti hanno vissuto sulla loro pelle una giornata che difficilmente dimenticheranno nella loro vita, sebbene dopo esser usciti di casa ieri mattina l’intento fosse quello di divertirsi.

La zona è molto conosciuta su tutto il territorio del Verbano, perché più volte, nel corso degli anni, si sono verificate simili tragedie dove hanno perso la vita diverse persone.

Un’estate che inizia nel peggiore dei modi sul lago Maggiore, visto che solo quattro giorni fa, durante la Festa della Repubblica, un altro giovane, un 15enne residente nel milanese, ha perso la vita nelle acque della sponda piemontese del lago, ad Arona.

Due vite perse per sempre, un po’ per inesperienza e un po’ per la giovane età, troppo spesso fatali per le insidie del lago.

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