Valganna | 16 Maggio 2019

Incendio del monte Martica, arriva il conto da pagare: multa da 7,4 milioni di euro

Enorme l'importo che emerge dai verbali dei Carabinieri forestali. In dirittura d'arrivo anche le indagini a carico dell'unico indagato per incendio boschivo colposo

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Oltre 370 ettari di bosco distrutti, nonostante il lavoro incessante di centinaia di volontari che per oltre una settimana hanno combattuto con le fiamme: per l’incendio al monte Martica, scoppiato all’inizio dello scorso gennaio in località Rasa, è in arrivo il conto da pagare. E sarà salato.

Sono infatti in fase conclusiva le indagini condotte dalla Procura di Varese e dai Carabinieri forestali della stazione di Arcisate, ed è quindi sempre più vicino il rinvio a giudizio per l’unico indagato, con l’accusa di incendio boschivo colposo. I filoni di questa vicenda, che per interminabili ore ha tenuto con il fiato sospeso l’intera comunità dell’Alto Varesotto, sono però due ed è anche in questo caso una cifra a rappresentare e riassumere la drammaticità di quei primi giorni del 2019.

In attesa dei risvolti sul piano penale, è ufficiale la sanzione amministrativa calcolata in base a quanto stabilito dalla legge per simili episodi. E’ contenuta nel verbale redatto dai Carabinieri forestali dopo aver completato la perimetrazione dell’incendio, e ammonta a 7.448.495 euro. Dallo stesso documento si è appreso con certezza della quantità di ettari andati in fumo, i quali hanno prodotto un danno forse irrecuperabile – in caso contrario saranno necessari numerosi anni – ottenuta tramite le complesse tecnologie a disposizione dei vigili del fuoco, messe in campo attraverso l’azione dei droni, apparecchi dunque rivelatisi fondamentali non solo per la verifica dei focolai attivi, specialmente di notte, durante le azioni di spegnimento.

Sempre dalle indagini, infine, già lo scorso gennaio gli inquirenti erano giunti ad individuare la dinamica con cui le fiamme avevano preso il via dalla località Rasa, per poi risalire il crinale, scavalcare la montagna e raggiungere la Valganna, aprendo i due fronti del monte Martica e del monte Mondonico. A scatenare l’inferno fu probabilmente il contatto tra alcune scintille, prodotte da un utensile per il taglio del ferro, impugnato da un operatore nei pressi di un esercizio pubblico, e le foglie particolarmente secche anche a causa della lunga assenza di precipitazioni.

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