Curiglia con Monteviasco | 14 Marzo 2019

Monteviasco, “Niente illuminazione pubblica da oltre una settimana, avvolti nelle tenebre”

Una coppia, che possiede una seconda casa nel borgo, denuncia la situazione: "Chiediamo l'attenzione delle istituzioni, a cui versiamo i contributi"

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“Anno 2019. Monteviasco è al buio da una settimana, ma la squadra che fa capo alla società che gestisce la rete di illuminazione pubblica, non può intervenire perché la strada per raggiungere il borgo è troppo impegnativa, i tecnici non riescono ad arrivare fin lassù con l’attrezzatura necessaria, la funivia non funziona dal mese di novembre e non si sa ancora per quanto non funzionerà”.

Iniziano così lo sfogo e la denuncia di una coppia, Bonfanti G. e Brogioli F., per la situazione in cui si trova Monteviasco ormai da quattro mesi, da quel tragico 12 novembre, quando durante un intervento di manutenzione sull’impianto di risalita, ha perso la vita il 60enne Silvano Dellea.

“Siamo ‘proprietari non residenti’ che nonostante il blocco dell’impianto, pur affrontando la mulattiera con notevole sforzo fisico, raggiungiamo Monteviasco durante i fine settimana. Lo scorso sabato sera eravamo avvolti dalle tenebre. I lampioni della pubblica illuminazione erano spenti, così abbiamo chiamato il numero verde per informare la società del guasto e ci è stato riferito che avevano ricevuto la segnalazione e che avrebbero provveduto al ripristino del servizio quanto prima”.

Martedì sera i lampioni erano ancora spenti. Richiamiamo la società incaricata e… l’ennesima delusione: l’operatore ci riferisce che la squadra intervenuta, è arrivata alla stazione di partenza della funivia e avendola trovata chiusa, ha dovuto rinunciare in quanto impossibilitata a raggiungere il borgo con l’attrezzatura necessaria alla riparazione perché la strada è troppo lunga e impegnativa”.

Monteviasco vive in questi mesi un isolamento ingiusto, ed ora sembra che per potersene completamente dimenticare, lo si lasci al buio al calar della notte – spiega ancora la coppia -… che desolazione per uno dei borghi più belli d’Italia! Ci chiediamo come possano spostarsi dopo il tramonto, in caso di bisogno, le persone che vivono in quest’angolo dimenticato della nostra Provincia, Regione, Italia…”.

“Intendiamo richiamare l’attenzione delle istituzioni – concludono i due -, a cui peraltro regolarmente versiamo i tributi (IMU e TARES), per ricevere quanto prima i servizi per cui paghiamo, per tornare ad abitare a Monteviasco con tutti i nostri vicini di sempre, anche coloro che senza la funivia non hanno più potuto raggiungere le loro case e vivono con tanta speranza che presto si ponga fine ai disagi arrecati dal mancato funzionamento dell’impianto”.

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