Brissago Valtravaglia | 6 Marzo 2019

Nuovo blitz dei carabinieri nei boschi di Brissago, trovate altre armi e un barattolo di cocaina

Smantellato un vero e proprio bivacco, una sorta di capanna con tetto fatto in legno, cellophane e coperte. Rinvenuta anche una katana

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Droga, armi, appostamenti e tanti rifiuti abbandonati, frutto di un’occupazione innaturale del bosco sottoposto alla mutazione forzata in luogo di business per gli spacciatori e in punto di recupero e rifornimento per i tossicodipendenti della zona. Questo lo scenario che continua a manifestarsi davanti agli occhi dei carabinieri della compagnia di Luino e della Forestale che nella mattinata di oggi, a meno di ventiquattro ore di distanza dall’operazione condotta ieri tra Biviglione, Montegrino e Nasca, hanno effettuato un secondo intervento nella vasta area di San Michele, già battuta sul versante di Castelveccana.

Le nuove ricerche si sono concentrate nella zona che sorge attorno alla lunga serie di tornanti che dalla SP43 di Brissago Valtravaglia porta in vetta. Una strada di montagna, impiegata da ciclisti, escursionisti, amanti dalla natura, comitive che partono alla volta di Pian Cuvinic per una grigliata o per le tradizionali “tendate” estive. Il groviglio di curve è lo stesso che per tutti gli appassionati di motori dell’Alto Varesotto costituisce una delle tappe più affascinanti dello storico Rally dei Laghi, in programma tra una decina di giorni.

Facile per gli automobilisti in cerca di sostanze orientarsi lungo la serpentina di via San Michele. A indicare il punto d’accesso, infatti, era un numero civico collocato su una pianta. Da qui è iniziato il lavoro di ricerca dei militari la cui attenzione, una volta entrati nel bosco, è caduta immediatamente sui resti di un braciere e di una postazione di vedetta. Nascosto in un albero tronco un vasetto contenente circa trenta grammi di cocaina. Sempre attorno ai resti i carabinieri hanno poi trovato due bilancini, un passamontagna, un taglierino e una katana. Proseguendo tra gli alberi il gruppo si è imbattuto nella seconda importante scoperta di giornata, l’ennesimo bivacco per il pernottamento e per la gestione di tutti i momenti che precedono e seguono l’attività di spaccio.

Strategica la posizione scelta dai malviventi per poter controllare l’area sottostante. A colpire è inoltre la cura con cui è stato organizzato l’allestimento, tra il tetto in legno e la copertura con cellophane e teli. All’interno coperte, cuscini, ma anche cartoni di latte, pane, legumi in scatola e un tablet, rinvenuto accanto a due coltelli e ad una roncola. Dopo aver bonificato il terreno circostante, ispezionato anche con il metal detector alla ricerca di altre armi, i carabinieri hanno provveduto allo smantellamento della capanna. L’ennesimo successo che si aggiunge ai risultati già ottenuti tra Valganna, Valmarchirolo e Valtravaglia a margine dell’operazione Maghreb e che, assicurano i militari, non sarà di certo l’ultimo.

Le indagini, le verifiche e i sopralluoghi continueranno senza sosta: l’obiettivo dei militare dell’arma luinese, guidati dal comandante di Compagnia, il capitano Alessandro Volpini, è quello di smantellare la grande rete di spaccio presente nell’Alto Varesotto, che coinvolge anche centinaia e centinaia di assuntori.

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