Mesenzana | 14 Giugno 2026

Mesenzana e Brissago abbracciano don Samuele Brancè alla sua prima messa

Tanta gioia, emozione e commozione alla prima celebrazione del novello sacerdote ordinato ieri dall’arcivescovo Delpini, con la presenza di centinaia di fedeli. «Sei l’orgoglio di tutta la comunità»

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Non è bastata la chiesa, e neanche le panche sul retro, per contenere le tantissime persone che questa mattina sono accorse a Mesenzana per festeggiare don Samuele Brancè.

Classe 1999, don Samuele è stato ordinato prete ieri, sabato 13 giugno, dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini e, come da tradizione, il primo abbraccio per un novello sacerdote è quello della famiglia e della comunità in cui è cresciuto e in cui è maturata la sua vocazione: quella di Brissago Valtravaglia e Mesenzana, che lo ha accolto per la celebrazione della sua prima messa.

A precederla, un breve saluto sotto la torre medievale, simbolo del paese, con il sindaco Alberto Rossi e la vicesindaca di Brissago Giusy Giordano.

Rossi, nel portare i saluti dell’intera amministrazione di Mesenzana, ha sottolineato che questa giornata riporta l’emozione di una prima messa in paese dopo 46 anni dall’ultima volta e, rifacendosi al Vangelo, ha voluto utilizzare le immagini del seminatore e del granello di senapa per tratteggiare la figura di don Samuele con la sua vocazione «rigogliosa e forte».

Da parte sua, la vicesindaca di Brissago Giordano, ha ricordato la vicinanza con la famiglia di don Samuele, cresciuto letteralmente alla “porta accanto”: «Sei sempre stato un bambino e un ragazzo rispettoso della vita e delle persone e mi auguro che nel tuo percorso di spiritualità ti prenderai carico delle persone e delle fragilità legate soprattutto ai giovani. Sei la persona più giusta. Per noi sei l’orgoglio di Brissago e di tutta la comunità».

Tanta l’emozione anche durante la celebrazione, con più di un viso commosso a testimoniare quanto questo momento sia stato sentito dai numerosi presenti, tra cui anche molti venuti anche dalle parrocchie in cui don Samuele ha vissuto la sua esperienza da seminarista, accompagnati dai rispettivi sacerdoti che hanno concelebrato insieme a lui. Fra loro anche don Giampiero De Molli e don Franco Basilico, ex parroci di Mesenzana, e don Sergio Zambenetti, ex parroco e decano di Luino.

Nella sua omelia, il parroco e decano del Decanato di Luino don Michele Ravizza ha puntato l’attenzione sul tema dell’amore e sul motto scelto dal gruppo dei nuovi presbiteri 2026, “Cristo è tutto per noi”: «Questa frase sia per te, don Samuele, lo stimolo continuo del tuo ministero. Lui è tutto per noi, per te. Se avrai il volto dell’amore, il volto di Gesù, questo sarà un amore che, diventando testimonianza, attraverso di te, conquista tutti quelli che incontra».

«“Grazie” è la parola che riassume tutte le altre – ha detto in conclusione don Samuele – Il vero, unico ed eterno “grazie” viene detto costantemente da Gesù, il suo “grazie” ha la forza di raggiungere ciascuno di noi e abbracciare il mondo intero. Il mio “grazie” si inserisce in quello di Gesù e diventa, di fronte al suo amore eterno e fedele, un “grazie di grazie”. Ogni “grazie” sono grazie che ricevo e per cui dico “grazie”», ha terminato, ricordando la famiglia, la fede imparata dai nonni, la vocazione nata in questa comunità, gli amici, le comunità in cui è stato mandato in questi anni, «chi in questi giorni ha pregato per me e i miei compagni, chi ha lavorato perché questa giornata potesse essere festa: attraverso ciascuno di voi Cristo mi ha parlato, mi ha chiamato, mi ha amato e continua a farlo».

A celebrazione conclusa, è arrivato poi il momento della festa, della gioia e dei giovani che lo hanno scortato mentre, a bordo di un’Apecar “travestita da prete”, faceva un breve giro per il paese prima di un aperitivo e di un pranzo che ha raccolto circa 300 persone in piazza per coronare questa domenica dal sapore speciale unendo in un unico luogo chi ha visto don Samuele nascere, crescere, maturare, scegliere una strada come quella del sacerdozio, vivere gli anni di formazione e iniziare, ora, finalmente, il suo percorso. Un percorso che non si sa ancora dove lo condurrà, perché la sua destinazione verrà annunciata tra qualche giorno, ma che sicuramente lo vedrà mantenere saldo il legame con il suo territorio di origine, un territorio fiero e orgoglioso di un figlio che oggi ha abbracciato con grande felicità.

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