Non solo un via vai continuo di vetture che percorrevano le strade secondarie della Valmarchirolo, della Valganna e della Valcuvia, ma anche segnali evidenti di come persone non residenti sul territorio, avevano trovato un riferimento in questi boschi, che da anni sostituiscono i borghi degradati delle città per lo spaccio.
Così è partita ed è stata portata a compimento l’indagine “Maghreb” da parte della Compagnia dei Carabinieri di Luino, avviata dai militari dell’Arma nell’estate del 2017. È stato individuato un gruppo criminale, composto in prevalenza da cittadini stranieri di nazionalità marocchina, con sede nel nord milanese, che gestiva in maniera organizzata e sistematica la vendita di eroina, cocaina, hashish e marijuana nei boschi delll’Alto Varesotto.
Sin dall’alba, i Carabinieri della Compagnia di Luino, con il supporto dei Carabinieri Forestali di Luino, Cunardo ed Arcisate e dei colleghi del 2° Nucleo Elicotteri e del Nucleo Cinofili di Orio al Serio, hanno eseguito misure cautelari nei confronti di quattordici persone tra i 25 e i 66 anni (residenti a Corsico, Marchirolo, Castelveccana, Bedero Valcuvia, Valganna, Ferrera di Varese, Arcisate, Germignaga, Luino, Brissago Valtravaglia e Cunardo), sei sono ancora ricercate, vere e propri fantasmi spariti nel nulla, mentre tra le misure in carcere una è stata eseguita a Lecce. Durante l’attività, invece, sono stati recuperati oltre 7 chilogrammi di stupefacente, mentre questa mattina sono stati passati al setaccio i boschi della Valcuvia e della Valmarchirolo dove, grazie al 10° Genio Guastatori della I Brigata Truppe Alpine di Cremona, sono stati effettuati rastrellamenti nei luoghi dello spaccio anche con metal detector d’avanguardia.
Le operazioni di perquisizione domiciliare e nelle aree boschive hanno consentito di recuperare, inoltre, 22mila euro in denaro contante, oltre 500 franchi svizzeri, 32 utenze cellulari usate dagli spacciatori e 50 grammi di stupefacente (hashish e cocaina). In totale, durante le indagini, sono stati identificati oltre 200 assuntori di stupefacente, per lo più italiani e svizzeri, sui quali sono stati avviati gli accertamenti amministrativi finalizzati alla revisione della patente di guida.
Insospettabili alcuni assuntori, che andavano nei boschi con una ripetitività molto frequente: erano studenti, operai e persino insegnanti. L’eroina è assunta da persone “normali”, che sfata così il mito di assuntori alla deriva. L’eroina viene consumata più in casa rispetto al passato, migliorando le norme igieniche e sanitarie, ed è totalmente cambiata l’idea del tossico anni ’70-’80.
Grande dispiegamento di forze e di pattuglie che, a più riprese, a sirene spiegate, hanno condotto i fermati dal Comando di Luino in carcere a Varese, dove nel frattempo si è tenuta la conferenza stampa che ha svelato ulteriori retroscena delle indagini, coordinate dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Varese, il dottor Flavio Ricci.
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“Ben venti le custodie cautelari per soggetti dediti a spaccio nei boschi – afferma la procuratrice capo di Varese, Daniela Borgonovo -. Un fenomeno gravissimo, con persone che occupavano i boschi creando veri e propri bivacchi. In taluni casi sono state ritrovate anche armi. La diffusione della droga coinvolge tanti luoghi di spaccio e i prezzi sono bassi. Per questo abbiamo evidenziato un grave allarme nei giovani, che oltre a consumare vendono con sovrapprezzo nelle piazze cittadine. Vogliamo reprimere questi reati, ma anche fare prevenzione. Anticipo che non finisce qui, continueremo a indagare nei boschi del nord della Provincia, anche con supporto dell’esercito. Per questo in Procura abbiamo deciso di concentrare le indagini su pochi magistrati, rendendo il lavoro più efficace. Ringrazio i Carabinieri di Luino, sono stati capaci, bravi e motivati”.
“Una grande risposta dell’Arma Carabinieri presente sul territorio per fare fronte a un fenomeno così evidente – ha commentato il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Varese, colonnello Claudio Cappello -. Un ulteriore punto di partenza. È importante che la popolazione percepisca che le risposte arrivano, con i tempi necessari, ma ci sono”.
“Il fenomeno di spaccio è soprattutto in mano a marocchini che, in luoghi di fortuna e baracche (addirittura anche avamposto della Linea Cadorna, ndr), spacciavano in queste aree boschive – ha spiegato il Comandante della Compagnia di Luino, il capitano Alessandro Volpini – Funziona così: gli assuntori arrivano, si fermano nelle curve e piazzole delle strade secondarie, hanno un contatto telefonico preliminare con gli spaccini nel bosco e dopo avviene lo scambio, soprattutto hashish e marijuana. La provenienza merce è dall’alta provincia di Milano, vera e propria base logistica dove si spostano le grandi quantità nelle province per la distribuzione. Nei nostri comuni gli assuntori si sono prodigati anche lavorando per loro: gli spaccini, infatti, venivano trasportati in giro dagli italiani per ottenere le sostanze gratuitamente (droga in cambio di passaggi per spostamenti, ndr). Cacciatori o persone con seconde case hanno corso dei rischi, perchè questi malviventi si sono impadroniti di bivacchi ed aree (senza contare inquinamento e sporcizia presenti nelle aree boschive, ndr), causando un ulteriore problema di ordine e sicurezza. Superiamo il migliaio di cessioni registrate“.
A margine della conferenza è intervenuto anche il consigliere regionale Giacomo Cosentino. “Voglio ringraziare, anche a nome di Regione Lombardia, il comando dei Carabinieri di Luino per l’operazione antidroga compiuta con successo nei boschi dell’Alto Varesotto. Lo spaccio è un problema che interessa sempre di più i nostri boschi e va stroncato sul nascere, altrimenti rischieremmo di avere tanti boschi dello spaccio come quello di Rogoredo a Milano, l’operazione dei Carabinieri di questa mattina va proprio in questa direzione e meritano il plauso da parte di tutti. Ora dobbiamo stare vicino ai Sindaci per aiutarli a fare prevenzione, pulizia delle zone boschive interessate dallo spaccio e controllo del territorio”.
Un quadro molto preoccupante, a fronte anche dell’operazione portata a termine da parte del Settore di Frontiera della Polizia di Stato di Luino, nel mese di novembre, che avevano portato all’arresto di otto persone e alla denuncia di altri sette.
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