Varese | 20 Febbraio 2019

Spaccio nei boschi dell’Alto Varesotto, allarme giovani. Oltre 200 assuntori, persone insospettabili

Le indagini continueranno anche con il supporto dell'esercito. Un migliaio le cessioni registrate nei boschi, che hanno svelato un vero e proprio sistema criminale

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Non solo un via vai continuo di vetture che percorrevano le strade secondarie della Valmarchirolo, della Valganna e della Valcuvia, ma anche segnali evidenti di come persone non residenti sul territorio, avevano trovato un riferimento in questi boschi, che da anni sostituiscono i borghi degradati delle città per lo spaccio.

Così è partita ed è stata portata a compimento l’indagine “Maghreb” da parte della Compagnia dei Carabinieri di Luino, avviata dai militari dell’Arma nell’estate del 2017. È stato individuato un gruppo criminale, composto in prevalenza da cittadini stranieri di nazionalità marocchina, con sede nel nord milanese, che gestiva in maniera organizzata e sistematica la vendita di eroina, cocaina, hashish e marijuana nei boschi delll’Alto Varesotto.

Sin dall’alba, i Carabinieri della Compagnia di Luino, con il supporto dei Carabinieri Forestali di Luino, Cunardo ed Arcisate e dei colleghi del 2° Nucleo Elicotteri e del Nucleo Cinofili di Orio al Serio, hanno eseguito misure cautelari nei confronti di quattordici persone tra i 25 e i 66 anni (residenti a Corsico, Marchirolo, Castelveccana, Bedero Valcuvia, Valganna, Ferrera di Varese, Arcisate, Germignaga, Luino, Brissago Valtravaglia e Cunardo), sei sono ancora ricercate, vere e propri fantasmi spariti nel nulla, mentre tra le misure in carcere una è stata eseguita a Lecce. Durante l’attività, invece, sono stati recuperati oltre 7 chilogrammi di stupefacente, mentre questa mattina sono stati passati al setaccio i boschi della Valcuvia e della Valmarchirolo dove, grazie al 10° Genio Guastatori della I Brigata Truppe Alpine di Cremona, sono stati effettuati rastrellamenti nei luoghi dello spaccio anche con metal detector d’avanguardia.

Le operazioni di perquisizione domiciliare e nelle aree boschive hanno consentito di recuperare, inoltre, 22mila euro in denaro contante, oltre 500 franchi svizzeri, 32 utenze cellulari usate dagli spacciatori e 50 grammi di stupefacente (hashish e cocaina). In totale, durante le indagini, sono stati identificati oltre 200 assuntori di stupefacente, per lo più italiani e svizzeri, sui quali sono stati avviati gli accertamenti amministrativi finalizzati alla revisione della patente di guida.

Insospettabili alcuni assuntori, che andavano nei boschi con una ripetitività molto frequente: erano studenti, operai e persino insegnanti. L’eroina è assunta da persone “normali”, che sfata così il mito di assuntori alla deriva. L’eroina viene consumata più in casa rispetto al passato, migliorando le norme igieniche e sanitarie, ed è totalmente cambiata l’idea del tossico anni ’70-’80.

Grande dispiegamento di forze e di pattuglie che, a più riprese, a sirene spiegate, hanno condotto i fermati dal Comando di Luino in carcere a Varese, dove nel frattempo si è tenuta la conferenza stampa che ha svelato ulteriori retroscena delle indagini, coordinate dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Varese, il dottor Flavio Ricci.

L’uscita delle pattuglie questa mattina dal Comando di Luino, con due fermati diretti a Varese. A breve la conferenza stampa svelerà altri dettagli. Qui trovate l’articolo —-> http://bit.ly/2BGpBI0

Posted by LuinoNotizie on Wednesday, 20 February 2019

“Ben venti le custodie cautelari per soggetti dediti a spaccio nei boschi – afferma la procuratrice capo di Varese, Daniela Borgonovo -. Un fenomeno gravissimo, con persone che occupavano i boschi creando veri e propri bivacchi. In taluni casi sono state ritrovate anche armi. La diffusione della droga coinvolge tanti luoghi di spaccio e i prezzi sono bassi. Per questo abbiamo evidenziato un grave allarme nei giovani, che oltre a consumare vendono con sovrapprezzo nelle piazze cittadine. Vogliamo reprimere questi reati, ma anche fare prevenzione. Anticipo che non finisce qui, continueremo a indagare nei boschi del nord della Provincia, anche con supporto dell’esercito. Per questo in Procura abbiamo deciso di concentrare le indagini su pochi magistrati, rendendo il lavoro più efficace. Ringrazio i Carabinieri di Luino, sono stati capaci, bravi e motivati”.

“Una grande risposta dell’Arma Carabinieri presente sul territorio per fare fronte a un fenomeno così evidente – ha commentato il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Varese, colonnello Claudio Cappello -. Un ulteriore punto di partenza. È importante che la popolazione percepisca che le risposte arrivano, con i tempi necessari, ma ci sono”.

“Il fenomeno di spaccio è soprattutto in mano a marocchini che, in luoghi di fortuna e baracche (addirittura anche avamposto della Linea Cadorna, ndr), spacciavano in queste aree boschive – ha spiegato il Comandante della Compagnia di Luino, il capitano Alessandro Volpini –  Funziona così: gli assuntori arrivano, si fermano nelle curve e piazzole delle strade secondarie, hanno un contatto telefonico preliminare con gli spaccini nel bosco e dopo avviene lo scambio, soprattutto hashish e marijuana. La provenienza merce è dall’alta provincia di Milano, vera e propria base logistica dove si spostano le grandi quantità nelle province per la distribuzione. Nei nostri comuni gli assuntori si sono prodigati anche lavorando per loro: gli spaccini, infatti, venivano trasportati in giro dagli italiani per ottenere le sostanze gratuitamente (droga in cambio di passaggi per spostamenti, ndr). Cacciatori o persone con seconde case hanno corso dei rischi, perchè questi malviventi si sono impadroniti di bivacchi ed aree (senza contare inquinamento e sporcizia presenti nelle aree boschive, ndr), causando un ulteriore problema di ordine e sicurezza. Superiamo il migliaio di cessioni registrate“.

A margine della conferenza è intervenuto anche il consigliere regionale Giacomo Cosentino. “Voglio ringraziare, anche a nome di Regione Lombardia, il comando dei Carabinieri di Luino per l’operazione antidroga compiuta con successo nei boschi dell’Alto Varesotto. Lo spaccio è un problema che interessa sempre di più i nostri boschi e va stroncato sul nascere, altrimenti rischieremmo di avere tanti boschi dello spaccio come quello di Rogoredo a Milano, l’operazione dei Carabinieri di questa mattina va proprio in questa direzione e meritano il plauso da parte di tutti. Ora dobbiamo stare vicino ai Sindaci per aiutarli a fare prevenzione, pulizia delle zone boschive interessate dallo spaccio e controllo del territorio”.

Un quadro molto preoccupante, a fronte anche dell’operazione portata a termine da parte del Settore di Frontiera della Polizia di Stato di Luino, nel mese di novembre, che avevano portato all’arresto di otto persone e alla denuncia di altri sette.

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