Luino | 15 Febbraio 2019

Luino, addio agli ultimi platani di viale Dante: oggi si conclude l’abbattimento

Le procedure finalizzate all'abbattimento degli esemplari continueranno anche oggi. Il luinese Saccucci: "Perplessità sulla legge attuale"

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Nel giorno di San Valentino finisce l’amore tra questa città e i suoi platani“. Così il luinese Rolando Saccucci commenta lo spostamento del braccio meccanico di un’autogru dal marciapiede di viale Dante, posto all’intersezione con via Lido, all’asfalto del parcheggio del porto Nuovo. L’area è quella del diciottesimo lotto, l’ultimo, che compare nel dossier dedicato alla rimozione delle storiche piante affette da cancro colorato.

La scena, invece, rappresenta una delle diverse sequenze che per tutta la giornata di ieri si sono susseguite come da programma, in riferimento alla messa in pratica dell’atto conclusivo nella vicenda inerente il destino dell’alberata, messo nero su bianco lo scorso dicembre con un piano di abbattimento approvato dall’amministrazione, sulla base di una consulenza commissionata allo studio tecnico Castelli e dopo l’ultimo sopralluogo effettuato dagli specialisti del Servizio Fitosanitario Regionale.

Saccucci, referente luinese di Slow Food, che già alcune settimane fa si era appellato al sindaco Andrea Pellicini per salvaguardare i singoli platani non ancora contagiati dal virus, in grado di annullare la vitalità della pianta nel giro di pochi anni, ci teneva ad assistere in prima persona all’epilogo che fino all’ultimo ha sperato potesse essere evitato, immaginando per i platani secolari, tanto cari a Piero Chiara, una risoluzione simile a quella dei lecci lavenesi, che grazie ad una variante sul progetto di riqualifica del lungolago continueranno a ricoprire un ruolo di attrazione turistica all’interno del nuovo viale De Angeli. Un accostamento, quello tra i due casi, stimolato più dal legame affettivo che dalla possibilità concreta di appellarsi ad un potenziale precedente, visto il responso degli agronomi, finito sulla scrivania del sindaco Ielmini e determinante ai fini del verdetto, che ha certificato il buono stato di salute delle piante lavenesi.

A fare la differenza è infatti un decreto ministeriale che in presenza di patologie degenerative, come appunto il cancro colorato, obbliga ad intervenire e a predisporre tutte le misure cautelari utili a non disperdere scorie nell’ambiente circostante. Accorgimenti puntualmente rispettati dagli operatori della ditta incaricata di chiudere la pratica dei platani luinesi di viale Dante, i cui resti verranno consegnati ad una azienda specializzata in trattamenti termici per il parziale recupero, una volta concluse le operazioni in loco. Il lavoro degli addetti, infatti, proseguirà anche oggi (quattro gli esemplari rimasti da abbattere, altrettanti quelli trattati tra la mattina e il pomeriggio di ieri).

Confidiamo nell’assenza di vento per limitare il più possibile la dispersione di materiale – spiega Paolo Sonvico dello studio Castelli, presente sul posto – per questo abbiamo collocato lungo lo spazio, fortunatamente ampio, alcuni teli che facilitano la raccolta di residui”. Le procedure si sono svolte regolarmente e non hanno causato particolari disagi agli automobilisti in transito, considerando che l’alberata è posta a lato di uno dei tratti di strada più trafficati della città, e che lo scorrimento dei veicoli (sarà così anche oggi) viene sacrificato per una manciata di minuti solo nei momenti in cui i platani, sollevati dall’apparecchio meccanico, abbandonano per sempre la loro sede originaria.

Le piante centenarie rappresentano la tradizione del territorio – ci tiene a sottolineare in conclusione Saccucci – e per noi di Slow Food le tipicità di un’area sono tra i primi valori da rispettare. D’accordo che alcuni alberi sono malati, e per loro non c’è più niente da fare. Altri però non lo sono, ma la legge attuale prevede che in simili circostanze anche le piante contermini (contigue a quelle malate, ndr) debbano subire il medesimo trattamento”.

Ed è proprio sugli esemplari contermini, in merito alle probabilità che subiscano o meno un contagio, che esistono attualmente due scuole di pensiero contrapposte tra loro, precisa ancora l’esponente dell’associazione culturale, che per tutto il giorno ha piantonato la zona dei lavori, incollato alle transenne. A prevalere, in questo caso, è stata la corrente che antepone rigidamente la sicurezza e il potere contagiante del virus a qualsiasi altro fattore.

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