Maccagno con Pino e Veddasca | 19 Gennaio 2019

Maccagno con Pino e Veddasca, Passera lancia la sua ricandidatura a sindaco

Davanti ad un Auditorium delle grandi occasioni, il sindaco si racconta parlando dei progetti in programma e toccando temi d'attualità e legati al territorio

Maccagno con Pino e Veddasca, Passera lancia la sua ricandidatura a sindaco
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La campagna elettorale per le amministrative che vedranno oltre venti comuni dell’Alto Varesotto andare al voto è ufficialmente iniziata. Dopo aver scaldato i motori con Grantola, anche Maccagno con Pino e Veddasca ha dato il là al periodo elettorale con uno “one man show, in cui il sindaco uscente Fabio Passera ha risposto alle domande di Marco Giovannelli, direttore di VareseNews, Agostino Nicolò, direttore di LuinoNotizie, Simone Della Ripa, corrispondente de “La Prealpina” e della RSI, e di Davide Boldrini, direttore de “L’Eco del Varesotto”.

In una sala gremita, stile Convention delle elezioni primarie statunitensi, tante le persone in piedi che hanno ascoltato per un’ora circa il primo cittadino. Grande attenzione in sala, mentre Passera rispondeva alle domande dei giornalisti, dando risposte incisive sia da un punto di vista politico, sia dialettico, e togliendosi anche diversi sassolini dalle scarpe, soprattutto dopo le ultime polemiche relative alle relazioni con gli altri comuni e alla strada Piero-Lozzo.

Dopo l’introduzione di Matteo Carassini, frontman dei Trenincorsa, che ha suonato anche una canzone, è stato Giovannelli a coordinare i lavori. “Mi ricandido – esordisce Passera – non abbiamo ancora finito il nostro lavoro. Sono stato tra i primi a volere la fusione, credo ancora in questo progetto e c’è tanto altro da fare. Ho il vantaggio di aver fatto le cose negli ultimi cinque anni e di sapere con precisione quali sono le priorità, tra queste c’è il collegamento costante e coerente con il resto del territorio, sotto qualsiasi aspetto”.

Uno dei primi punti toccati è stato il rapporto tra la fede cristiana del sindaco in relazione al decreto Sicurezza, alle conseguenze che potrebbero scaturirne e alla posizione di Passera. “La fede è una questione privata e non si deve ostentare mai – risponde Passera -. Quando un uomo mi chiede una mano sono il primo a dargliela. Dal 2015, con i ragazzi che abbiamo accolto mi sono sempre impegnato perché i ragazzi ottenessero un ruolo e un impegno quotidiano: il risultato è che a Maccagno non si vedono persone bighellonare. Per quanto riguarda il decreto Salvini, non faccio parte di quella schiera di sindaci che fanno gli oppositori, ma ho risposto con i fatti. Nessuno può accusarci di aver fatto del buonismo, abbiamo fatto accoglienza e sono orgoglioso del lavoro svolto, anche grazie alla collaborazione con don Franco. Sono un uomo prima di essere un sindaco”.

Focus anche sulla situazione economica di Maccagno con Pino e Veddasca e il caso di Curiglia con Monteviasco. “Su 138 comuni in provincia il nostro è il secondo in superficie dopo Varese. Questo dà l’idea delle difficoltà che ci riguardano ogni giorno. Giovedì ero alla Torcitura di Garabiolo, lì dentro mi si è aperto il cuore quando mi hanno parlato del know how dell’azienda, che è in mano alle donne che ci lavorano. Il turismo, però, ricopre la medesima importanza: è un mondo che ci si spalanca davanti e che attende risposte. Un’infinità sono le cose da fare, le opportunità sono clamorose anche se paghiamo uno scotto dal punto di vista strutturale. Ad esempio, sono rimasto basito – punzecchia Passera – dalle dichiarazioni del sindaco di Dumenza che ha messo in discussione l’utilità della strada Piero-Lozzo. Nonostante le recenti emergenze si continua a ricoprire una posizione di retroguardia, senza la giusta determinazione. Temo il dietrofront della Provincia su questo aspetto; sarebbe una sconfitta per questo territorio. Monteviasco è il paradigma dell’incapacità degli enti di guardare oltre sé stessi perchè Curiglia è un paese fantasma, ma con una perla come Monteviasco. Come si fa a non capire che se vince Monteviasco vincono tutti, e che al contrario senza il borgo è l’intero territorio a rimetterci? Se continuiamo a pensare che un cartello stradale è capace di fermare il mondo, allora non ci siamo: i problemi di Curiglia sono i problemi di tutti”.

Una questione che sta a cuore di tanti maccagnesi, poi è quella dell’albergo presente al Parco Giona, da anni ancora un cantiere aperto, nonostante i lavori siano fermi da tempo. “Finalmente – afferma Passera – abbiamo delle idee per cui prendo degli impegni precisi davanti a tutti. Risolto il problema dell’acquisto, ora c’è un proprietario e a giorni avremo un progetto per la costruzione di una nuova struttura ricettiva che avrà caratteristiche simili. Il 6 febbraio in consiglio approveremo la variante al PGT, ma sono sicuro che nei prossimi mesi presenteremo il rendering. È una grande ferita per Maccagno, ma finalmente siamo arrivati ad una conclusione”.

Un altro punto è la Forcora, con l’impianto ancora fermo a causa della mancanza delle neve, nonostante gli investimenti fatti in questi ultimi anni (perchè non pensare alla neve artificiale?), e con un possibile rilancio che vada oltre la stagione invernale. “L’idea che diventi un luogo attrattivo per dodici mesi all’anno è nei miei pensieri, i gestori delle attività hanno già la responsabilità di accogliere la gente per tutto l’anno. Abbiamo problemi per la copertura artificiale della pista a causa del vento forte, delle temperature e, soprattutto, della mancanza di acqua. Nonostante i limiti abbiamo un progetto che abbiamo solo rimandato: un prototipo per la pista dei bambini sul modello artificiale per il prossimo anno. La neve quest’anno non è arrivata ma gli investimenti ci sono… sarebbe peggio il contrario”.

Un altro tema, sempre legato alla montagna, è quello del rapporto con il CAI e del rapporto tra la rete sentieristica della Veddasca e le case su Airbnb. “A Maccagno abbiamo 125 km di sentiero tracciati sul territorio, un patrimonio notevole grazie al lavoro del CAI. Una riscoperta grossissima di questa mobilità, grazie a turisti che arrivano qui solo ed esclusivamente per le escursioni. In mancanza del lago (quando piove e capita spesso d’estate) si spalanca un altro mondo da scoprire guardando alle nostre montagne. Così l’ideale è continuare a soddisfare le richieste di soggiorno mettendo in rete nuovi servizi, come ad esempio creare un parco in Veddasca, capace di essere venduto a livello internazionale”.

Dando uno sguardo internazionale al territorio, il rapporto con il Canton Ticino, dal quale Passera vuole carpire idee e progetti da sviluppare sul territorio, è fondamentale, sia per i collegamenti, stradali, ambientali e ferroviari, sia per i servizi da garantire agli abitanti della Veddasca. Su AlpTransit, l’obiettivo è quello di limitare disagi e problemi legati a “rumori e vibrazioni. Perchè non siamo in grado di affrontare concretamente il problema? In Ticino i comuni sono più forti, hanno capacità maggiori di incidere sulle dinamiche come quelle della ferrovia. In Italia i rapporti tra Stato e comune sono diversi: lo Stato ha la possibilità di utilizzare la legge per ‘passare sopra’ alle singole amministrazioni, e spesso i permessi nemmeno ci vengono chiesti quando si tratta di intervenire sui binari”.

Infine altri due temi, prima di chiudere la serata: il primo è lo sviluppo del Museo Civico “Parisi Valle”, verso il quale il sindaco si è complimentato per la qualità delle proposte culturali e per i numeri che registra. “Ogni anno entrano 10mila persone nel nostro museo, sfido a trovare una struttura a Varese che fa questi numeri. Auspico sicuramente che ci sia in futuro una collaborazione con altri enti, per trasformarlo in un patrimonio del territorio intero, ma serve mettere in rete le peculiarità di tutti gli amministratori verso un’unica direzione, com per tante altre cose”.

Un ultimo aspetto, in relazione alla tecnologia e al periodo storico che stiamo vivendo è quello legato al digitale. “Come amministrazione comunale trasportiamo digitalmente ogni nostra attività. Lavoriamo tanto sulla digitalizzazione dei servizi più importanti per le esigenze al cittadino, siamo un comune all’avanguardia in questa direzione. La fibra, poi, penso sia un’altra questione importante: stiamo progettando la dorsale che arriverà in cima alla Veddasca e a Pino, che ci consentirà, al massimo nel 2020, di avere cittadini in valle in grado di lavorare grazie alla rete, senza il bisogno di raggiungere la città. Con orgoglio dopo cinque anni posso dire che su questo tema abbiamo quasi nulla da imparare dai colleghi vicino. Non un merito del sindaco ma di una struttura capace, fatta di persone con cui lavoro da sempre”.

Una serata dove il protagonista assoluto, quindi, è stato il sindaco Fabio Passera, che si è congedato ringraziando tutti i presenti, sperando in un buon risultato nelle elezioni di maggio. Al momento, nonostante la presenza della minoranza sul territorio, nessuna indiscrezione trapela su un’altra lista. Ma la campagna elettorale è appena iniziata.

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