Brissago Valtravaglia | 6 Gennaio 2019

A Brissago Valtravaglia non ci sarà il Centro di Recupero per Animali Selvatici

Verdetto negativo per il rifugio di Giancarlo Galli, che sperava di rendere più sicuro ed efficiente il servizio. A mancare sono diversi requisiti richiesti

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Il sogno di Giancarlo Galli, proprietario del Rifugio Animali Felici di Brissago Valtravaglia, è destinato a rimanere tale, perché in paese non ci sarà nessun Centro di Recupero per Animali Selvatici. A prevalere sul desiderio dell’anziano ticinese di potenziare e rendere più sicura la sua struttura, un vero punto di riferimento per la fauna selvatica vittima di incidenti e situazioni di pericolo, sono stati alcuni problemi di carattere logistico, legati inoltre all’impossibilità di ottenere determinate concessioni, emersi in sede di valutazione dopo il recente interesse mostrato da Regione Lombardia, in primis dal consigliere Giacomo Cosentino, per la causa del gestore.

Svanita l’ambizione di dirigere un CRAS, resta però un quesito di fondo al quale prima o poi le istituzioni locali dovranno dare una risposta: come fare a gestire l’enorme mole di lavoro che coinvolge quotidianamente la squadra di collaboratori del rifugio? Si tratta di persone, tra cui lo stesso Galli, che per passione e senso di responsabilità si trovano costantemente in prima linea nelle operazioni di soccorso agli animali feriti, e che da mesi svolgono ininterrottamente un servizio di assistenza attivo 24 ore su 24.

Ritmi oggettivamente insostenibili senza la prospettiva di convertire il rifugio in Centro di Recupero, e rendere così più efficiente e completo il servizio che, come detto, costituisce una garanzia per il Luinese e per tutto l’Alto Varesotto. Giancarlo Galli, una volta appresa la notizia del verdetto negativo, ha affidato alle pagine de la Prealpina il suo commento: “Non intendo fare polemica ma qualcosa credo vada detto. Innanzi tutto ogni notte, da questa estate ormai ininterrottamente, ci siamo mossi, e ogni mattina abbiamo bussato alle porte delle cliniche lombarde a nostre spese per salvare animali feriti per strada, qualcuno anche al lago. Siamo andati perché siamo stati chiamati dalle forze dell’ordine, dai vigili del fuoco, passando notti insonni e al freddo, come loro d’altronde, per non fare morire queste bestiole. Con la Regione si era intrapreso un dialogo importante per l’apertura di un CRAS che, per una serie di problemi anche logistici, di spazi, di permessi, non è possibile fare. Un’occasione persa, anche per il territorio che avrebbe avuto benefici da una struttura del genere. Lo accetto – ha affermato in conclusione il gestore al quotidiano locale – ma credo che ci si nasconda dietro un dito se poi ad essere chiamato sono solo io. O forse, mi chiedo, sono solo io che intervengo dopo che le autorità chiamano anche altri?“.

Se Brissago dunque non sarà la sede di un CRAS, l’importante è però che questo presidio veda da luce e diventi operativo nel minor tempo possibile all’interno della realtà locale. Questo, in conclusione, l’auspicio di Giancarlo Galli, che ha ringraziato il governatore Attilio Fontana, l’assessore all’Agricoltura del Pirellone, Fabio Rolfi, il consigliere Giacomo Cosentino per l’attenzione e l’impegno in favore del rifugio, e ha poi ribadito il carattere prioritario della questione, perché a rimetterci infondo sono gli animali, il cui rischio è quello di morire tra gli stenti lontano da un luogo idoneo alle dovute cure. Luino, Lavena Ponte Tresa, Porto Ceresio: la mappa delle zone di frontiera appare ricca di alternative per l’insediamento di un Centro di Recupero che rispetti gli standard.

E’ una situazione paradossale che va risolta – ha confermato Giacomo Cosentino sempre attraverso La Prealpina – e a cui stiamo già lavorando. Settimana prossima è infatti prevista la prima di una serie di riunioni, cui parteciperanno tutti gli enti competenti, finalizzate a risolvere il problema del recupero e della cura di questi animali a livello provinciale, in modo tale da evitare anche che Galli svolga questo tipo di attività. In ogni caso è straordinaria la sensibilità di quest’uomo, e il modo migliore per ringraziarlo è quello di trovare una soluzione concreta a questo storico problema. Non sarà facile ma con la perseveranza qualcosa lo otterremo”. E per tutto il team del rifugio Animali Felici questo sarebbe il regalo più bello.

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